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Malattie autoimmuni: la sindrome di Basedow-Graves

È una forma di tiroidite autoimmune che predilige il sesso femminile

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Malattie autoimmuni: la sindrome di Basedow-Graves istock

La sindrome di Basedow-Graves, conosciuta anche come malattia di Graves o morbo di Basedow, è una forma di ipertiroidismo, cioè produzione eccessiva di ormoni tiroidei, caratterizzata da disturbi oculari, come infiammazione, gonfiore e sporgenza del globo oculare.

L’ipertiroidismo può essere causato da noduli tiroidei o dall’assunzione di alcuni farmaci, ma per la maggior parte è provocato proprio dalla malattia di Graves.

La tiroide è una piccola ghiandola endocrina a forma di farfalla situata alla base del collo. Normalmente alla visita può essere appena palpata, ma se aumenta di dimensioni compare una massa prominente, detta gozzo, facilmente palpabile.

La tiroide secerne gli ormoni tiroidei, tiroxina (T4) e triiodotironina (T3)  che vengono secreti nel sangue e influenzano il metabolismo regolando molte funzioni vitali dell’organismo, come la frequenza cardiaca, la respirazione, la velocità con cui vengono bruciate le calorie, l’integrità della pelle, la crescita, la produzione di calore, la fertilità e la temperatura corporea.
La sindrome di Basedow-Graves si manifesta con la cosiddetta Triade di Merserburg, cioè sporgenza dei globi oculari al di fuori delle orbite, gozzo e tachicardia (aumento dei battiti cardiaci).
Tuttavia, poiché gli ormoni tiroidei sono coinvolti in numerosi processi metabolici, i sintomi possono essere molti di più, come per esempio perdita di peso, palpitazioni, disfunzione erettile nell’uomo e alterazioni del ciclo mestruale nella donna, debolezza e affaticamento, ansia e insonnia.

Raramente può comparire un ispessimento rossastro della pelle degli stinchi, detto dermopatia di Graves, che non dà dolore.

La diagnosi è di competenza dell’endocrinologo.

Il trattamento mira a ridurre la produzione di ormoni tiroidei, mediante la somministrazione di farmaci come tiamazolo e propiltiouracile, oppure con la terapia con iodio radioattivo o la rimozione chirurgica della tiroide, caso in cui si dovranno assumere ormoni tiroidei per il resto della vita.

Pubblicato il: 29-09-2022
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

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