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ADHD: disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività

L'ADHD si manifesta solitamente in età precoce

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ADHD: disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività istock

Il comportamento del bambino affetto da disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, ADHD, cambia, spesso è disattento, impulsivo e soprattutto iperattivo. La maggior parte delle diagnosi viene effettuata tra i 7 e i 10 anni e, con l’aumentare dell’età, di solito i sintomi si attenuano, anche se circa un terzo degli adulti continua a manifestare la sintomatologia, a volte con l’aggiunta di altri disturbi, come ansia e insonnia. Tuttavia, molti bambini attraversano periodi nei quali appaiono disattenti e decisamente più vivaci del solito, ma questo è normale e non va confuso con l’ADHD. Se però c’è veramente un dubbio che possa trattarsi di questa patologia bisogna interpellare al più presto il pediatra. 

Quali sono i motivi per cui si manifesta l’ADHD? Non ci sono certezze al riguardo, si è notata una certa famigliarità, ma altri fattori possono contribuire, come la nascita prematura, o fumare, bere alcolici o fare uso di stupefacenti in gravidanza. L’ADHD si riscontra con maggiore frequenza nei maschi. Gestire un bambino con questa patologia può essere molto impegnativo, anche nelle normali attività quotidiane, come andare a letto o alzarsi per andare a scuola.

La terapia allevia la sintomatologia dell’ADHD, ma non ne rimuove le cause. In alcuni casi può essere sufficiente la sola psicoterapia, in altri è necessaria l’aggiunta di farmaci (terapia multimodale). I farmaci utilizzati sono metilfenidato atomoxetina, e possono essere prescritti per i bambini solo da un neuropsichiatra infantile che opera in un centro accreditato dalla regione per l’ADHD, mentre per gli adulti la prescrizione deve essere fatta da uno psichiatra. La terapia farmacologica non consente la guarigione, ma tiene efficacemente sotto controllo i sintomi, favorendo il rilassamento, aumentando la capacità di concentrazione e riducendo l’impulsività. Il farmaco più usato è il metilfenidato, uno stimolante del sistema nervoso centrale che aumenta l’attività cerebrale, soprattutto delle aree che controllano il comportamento, modulando il rilascio di un mediatore, la dopamina, presente nelle cellule nervose. 

L’atomoxetina determina un aumento della concentrazione di noradrenalina nel cervello, sostanza che aiuta la concentrazione e il controllo degli impulsi. Fondamentali sono anche la psicoterapia e la terapia comportamentale, da parte dei genitori e degli insegnanti.

Secondo alcuni scienziati, la mancanza di una linea netta tra il comportamento di un bambino affetto da ADHD e uno che non lo è potrebbe portare a un eccesso di diagnosi, mentre altri ritengono che la condizione possa invece essere sottostimata.

Pubblicato il: 06-09-2022
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

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