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Nuovo virus dalla Cina: ci dobbiamo preoccupare?

Questa volta pare che il serbatoio naturale del virus siano i toporagni

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Nuovo virus dalla Cina: ci dobbiamo preoccupare? istock

Il nuovo virus si chiama Langya henipavirus (LayV) ed è stato identificato in Cina dove ha già infettato diverse persone. I sintomi sono febbre, affaticamento, tosse, ma il virus può compromettere anche la funzionalità epatica e quella renale, anche se finora non sono stati segnalati casi fatali. Attualmente non esiste un vaccino o un trattamento per l'henipavirus, l'unica terapia è la gestione delle complicanze. L’origine del virus sembra siano i toporagni selvatici, che possono contagiare gli uomini. La modalità di trasmissione non è del tutto chiara, in quanto si è visto che i familiari degli infetti non avevano a loro volta contratto il virus, quindi si potrebbe pensare che la trasmissione avvenga solo da animale a persona e non da persona a persona, ma in realtà la dimensione del campione è troppo piccola per trarre conclusioni in merito.

Il nuovo virus Langya (LayV) «è una zoonosi (malattia trasmissibile da animale a uomo, ndr) che va sorvegliata molto bene» dice all'Adnkronos Salute Maria Caramelli, veterinaria del Laboratorio sorveglianza malattie emergenti dell'Istituto zooprofilattico del Piemonte. È un patogeno «del genere degli henipavirus, che si trovano nei pipistrelli o nei topi ragno dove hanno il loro serbatoio. Ad esempio il virus Nipah è di questo genere e può colpire i cavalli, ma questi agenti hanno un grande spettro di animali da infettare, compreso l'uomo. Quindi c'è una certa preoccupazione per questo focolaio cinese. Ora però questo cluster è legato a condizioni di promiscuità con gli animali. Sappiamo che per questo genere di virus un passaggio uomo-uomo è sporadico e ha una scarsa efficacia, ma non può essere escluso, come ci insegnano altri casi». 
«Oltre il 70% delle malattie che colpiscono l'uomo arriva dagli animali - rimarca l'esperta - e questo ci deve far ragionare sull'importanza della prevenzione e della sorveglianza che in Europa è alta, ma in altri Paesi è più bassa. Certo - conclude - il fatto che questo cluster sia venuto alla luce è un buon segnale».

Pubblicato il: 16-08-2022
Di:
FONTE : Adnkronos Salute

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