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Agnocasto, la pianta che riequilibra gli ormoni

Per le sue proprietà si utilizza soprattutto per trattare i disturbi mestruali

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Agnocasto, la pianta che riequilibra gli ormoni istock

Il termine agnocasto deriva da una parola greca che tradotta significa puro. Poiché contrasta il testosterone, già nell’antichità si usava mettere dei boccioli della pianta nei vestiti dei monaci, mentre i semi, per questo chiamati pepe del monaco, erano usati come spezia nella loro cucina, per diminuire la libido.

L’agnocasto, nome scientifico Vitex agnus castus, è un grande arbusto ornamentale che appartiene alla famiglia delle Verbenaceae, i frutti sono delle bacche nere e le infiorescenze sono rosa-blu, a forma di campanella. La pianta cresce nei climi temperati, nei letti dei torrenti e sulle sponde dei fiumi nelle valli e colline del Mediterraneo e dell’Asia centrale. In Italia si trova nei luoghi umidi, perché non ama il secco. I suoi frutti e le sommità fiorite vengono impiegati in fitoterapia come rimedi in caso di dolori e irregolarità mestruali, disturbi della menopausa, spasmi intestinali e irritabilità. Gli studi che attestano l’efficacia dell’agnocasto nella sindrome premestruale (PMS) sono diversi, e rivelano che ha manifestato efficacia in particolare nella mastodinia (dolore al seno) e nei sintomi collegati alla PMS, come nervosismo, alterazione dell’umore, mal di testa, gonfiore delle mammelle. Le sue proprietà sono dovute al contenuto in iridoidi, flavonoidi e oli essenziali, che conferiscono azione antispasmodica, sedativa e ormonale. Viene anche usato come anafrodisiaco, per ridurre il desiderio sessuale, e per favorire la produzione di latte materno nelle donne che allattano (in quest’ultimo caso solo sotto controllo medico, visto che l’Agenzia Europea del Farmaco, EMA, non ne raccomanda l’uso). 

L’agnocasto non presenta particolari controindicazioni, ma le persone che seguono terapie a base ormonale devono fare molta attenzione o evitarne l’uso. Non deve essere utilizzato nei bambini, in gravidanza e meglio evitarlo anche in allattamento. Si trova in commercio sotto forma di tisana, di soluzione idroalcolica (tintura madre), oppure come estratto secco in integratori alimentari in compresse. 

Pubblicato il: 12-08-2022
Di:
FONTE : Cure-naturali.it

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