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Vaiolo delle scimmie: ora è emergenza

La malattia è stata dichiarata emergenza sanitaria globale

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Vaiolo delle scimmie: ora è emergenza istock

Il 23 luglio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il livello di allerta PHEIC, cioè Public Health Emergency of International Concern, per il monkeypox, il virus del vaiolo delle scimmie, malattia conosciuta ma confinata nell’Africa tropicale, che però da maggio ha iniziato a diffondersi anche in Europa. La malattia non è grave, ma è piuttosto contagiosa. L’infezione si trasmette attraverso contatto diretto, anche sessuale, e in particolare sono più a rischio gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, soprattutto quelli con molti partner, il che fa pensare che, usando una strategia mirata, si può arrivare a contenere o arrestare l’epidemia. La principale via di trasmissione del vaiolo è il contatto con le lesioni della pelle, delle papule che nell’infezione originale erano diffuse su tutto il corpo, mentre nei casi più recenti sono concentrate nella zona genitale.
«Ho deciso di dichiarare un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale», ha affermato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, precisando che il rischio nel mondo è relativamente moderato, a parte in Europa dove è alto. «Ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale – ha spiegato il direttore - sono tenuto a considerare cinque elementi nel decidere se un focolaio costituisca un'emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. In primo luogo, le informazioni fornite dai paesi, che in questo caso mostrano che questo virus si è diffuso rapidamente in molti paesi che non l'hanno mai visto prima; in secondo luogo, i tre criteri per dichiarare un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, che sono stati soddisfatti; terzo, il parere del Comitato di Emergenza, che non ha raggiunto il consenso; quarto, principi scientifici, prove e altre informazioni rilevanti – che attualmente sono insufficienti e ci lasciano con molte incognite; e quinto, il rischio per la salute umana, la diffusione internazionale e il potenziale di interferenza con il traffico internazionale».

In Italia finora sono stati registrati 407 casi, ma il Ministero della salute, pur monitorando continuamente la situazione, non ritiene sia fonte di grande preoccupazione.

Pubblicato il: 01-08-2022
Di:
FONTE : Nurse24.it

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