Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Salute

Salute della donna: la bartolinite

La bartolinite è un problema abbastanza frequente nelle donne in età fertile, mentre è estremamente rara nelle bambine e dopo la menopausa

3.5 di 5
Salute della donna: la bartolinite istock

La cisti di Bartolino, o bartolinite, è un rigonfiamento localizzato a destra o sinistra dell’ingresso vaginale, dove si trova il dotto escretore delle due ghiandole di Bartolino, le quali hanno la funzione di produrre e secernere un liquido per lubrificare la vagina. In circa una donna su 50 in età fertile si sviluppa la cisti di Bartolino, a causa dell’ostruzione del dotto escretore, così che il fluido si accumula all’interno della ghiandola e si forma la cisti.

Se non si infetta, la cisti non dà dolore e non richiede alcuna cura, come succede nella maggior parte dei casi. Raramente, invece, può dare disturbi come fastidio o dolore stando seduti o camminando, dolore durante i rapporti sessuali e in qualche caso febbre. L’infezione può derivare da batteri come Escherichia coli o da batteri trasmessi sessualmente.

Degli impacchi con acqua calda e sale più volte al giorno possono aiutare affinché la cisti si apra spontaneamente facendo uscire all’esterno il suo contenuto. Se il medico lo ritiene, potrà prescrivere degli antibiotici, che però non escludono la necessità di ricorrere a un’incisione chirurgica. In anestesia locale il medico può praticare una piccola incisione nella cisti per far uscire il liquido infetto, per poi inserire un piccolo drenaggio per permettere la fuoriuscita completa del contenuto della cisti. In alternativa si può ricorrere, sempre in anestesia locale, a una procedura detta marsupializzazione, che consiste nell’incidere la parete della cisti e applicare dei punti per far sì che rimanga un’apertura permanente del condotto escretore della ghiandola, in modo da impedire eventuali recidive. Verrà inserito un drenaggio e i punti saranno rimossi dopo due settimane per evitare che l’incisione si richiuda spontaneamente. L’asportazione della ghiandola di Bartolino è l’ultima chance, se tutti gli altri trattamenti hanno fallito e in caso di recidive. 

Pubblicato il: 29-07-2022
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

© 2022 sanihelp.it. All rights reserved.