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Pochi acidi nello stomaco: l'ipocloridria

L'acido cloridrico ha un ruolo molto importante nella digestione del cibo

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Pochi acidi nello stomaco: l'ipocloridria istock

Se la parete gastrica produce pochi acidi si parla di ipoacidità o ipocloridria, se non ne produce affatto (o quasi) si parla invece di acloridria. La funzione dell’acido cloridrico è quella di proteggere l’organismo dai microrganismi introdotti con l’alimentazione o con l’acqua, ma è molto utile anche per la digestione degli alimenti. Se il cibo rimane troppo a lungo nello stomaco si manifesta dispepsia, con sintomi simili a quelli della malattia da reflusso gastroesofageo (bruciori, rigurgiti, mal di stomaco, sensazione di pienezza dopo i pasti, diarrea con flatulenza e meteorismo), oltre al fatto che viene a mancare l’azione antisettica dell’acido cloridrico. L’assenza di secrezione di acido cloridrico può dare inoltre anemia da carenza di ferro, disbiosi, cioè alterazione della flora batterica intestinale e carenza di vitamina D, con possibili problemi nell’assorbimento del calcio.

Perché può insorgere questa condizione? I motivi possono essere diversi, per esempio una gastrite cronica autoimmune o causata da infezione da Helicobacter pylori, una terapia con farmaci che inibiscono la secrezione di acido cloridrico, come gli inibitori della pompa protonica, interventi chirurgici allo stomaco, l’età anziana, in quanto la secrezione acida dello stomaco si riduce fisiologicamente con l’invecchiamento.

Un trattamento specifico non esiste, se è presente infezione da Helicobacter pylori si procede all’eradicazione del batterio, in genere con bismuto sottocitrato potassico, metronidazolo e tetraciclina cloridrato, in associazione con omeprazolo, un antiacido. Altri trattamenti comprendono l’integrazione di vitamina D, di calcio, di ferro e di vitamina B12 per supplire alle carenze che possono essersi instaurate. Si possono poi assumere eventualmente miscele di enzimi pancreatici per favorire la digestione.

Pubblicato il: 21-06-2022
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

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