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I controlli periodici ai noduli al seno

La regolarità delle analisi e delle visite, specialistiche o meno che siano, dimostra sempre la sua efficacia quando si ha a che vedere con patologie gravi

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I controlli periodici ai noduli al seno istock

L’importanza della prevenzione non può essere mai sottolineata a sufficienza. La regolarità delle analisi e delle visite, specialistiche o meno che siano, dimostra sempre la sua efficacia quando si ha a che vedere con patologie gravi. Nei tumori la diagnosi precoce spesso è discriminante per la sopravvivenza del paziente.

Periodicità e frequenza dei controlli sono due strumenti fondamentali quando si ha a che fare con i noduli al seno. Che nella grande maggioranza delle occorrenze non devono destare preoccupazione, ma in ogni caso richiedono attenzione, sotto forma di controlli periodici e possibili decisioni terapeutiche.

Quali controlli al seno dovrebbero essere svolti?

Prima di approfondire le problematiche relative ai noduli al seno, possiamo indicare quali sono gli esami che dovrebbero essere svolti per una corretta prevenzione.

Al primo posto, in sede di valutazione, va indicata l’autopalpazione, che permette di intercettare in tempi e modi relativamente semplici e immediati ogni possibile anomalia. Tra i 30 e i 40 anni sarebbero quindi opportuni dei controlli periodici basati su un’ecografia mammaria e una consulenza senologica.

Dopo i 40 anni è fondamentale svolgere regolarmente una mammografia, che permette di ridurre la mortalità del tumore alla mammella. Una mammografia su base annuale e una ecografia, sempre una volta l’anno, sono comunque consigliate.

Cosa sono i noduli al seno?

Quando si parla di noduli al seno, si parla di masse che hanno una grandezza variabile, e che possono presentarsi, al tatto, come un ispessimento o una protuberanza della mammella. In circa il 90% dei casi questi noduli sono innocui.

In altre circostanze, vedremo, i noduli possono essere segno di una patologia più importante che richiede approfondimenti attraverso delle analisi specifiche, una visita specialistica ed eventuali trattamenti mirati.

Controllare un nodulo al seno è una precauzione che ogni donna, soprattutto tra i 20 e i 50 anni ma anche negli anni successivi, dovrebbe svolgere con regolarità, almeno una volta all’anno. L’autopalpazione, in questo senso, ha un valore di estrema importanza nel rilevamento dei noduli, dovrebbe essere svolta regolarmente dalla donna, ogni 2 o 3 mesi.

Che sintomi determinano?

Quando un nodulo si manifesta, può essere accompagnato da ulteriori segni di cui dovremmo tenere conto, e che aiutano il ginecologo nella sua valutazione e nella diagnosi durante una prima visita.

La forma del capezzolo può risultare alterata, possono verificarsi delle perdite dal capezzolo stesso, la pelle della mammella, nella zona interessata dal nodulo, può presentarsi a buccia d’arancia. È possibile, poi, che il seno dia una sensazione di tensione.

Quali sono le cause dei noduli al seno?

I noduli al seno possono essere determinati da diverse cause. La causa più comune ha il nome di mastopatia fibrocistica, che consiste in noduli composti da aree fibrose e da microcisti. Si tratta di una patologia benigna, e molto diffusa. Non deve suscitare apprensione ma richiede comunque dei controlli periodici.

I noduli possono essere riconducibili quindi a semplici cisti oppure ad adenosi, delle piccole alterazioni del tessuto della ghiandola mammaria di natura benigna. Un’altra causa dei noduli può essere un’infezione della mammella che prende il nome di mastite. I noduli possono essere causati da un ascesso mammario, che si sviluppa in un nodulo doloroso le cui dimensioni tendono ad aumentare.

A volte può svilupparsi un nodulo, sempre doloroso, durante il periodo dell’allattamento. La ragione più diffusa è determinata da un dotto della ghiandola mammaria che risulta essere bloccato. Una eventualità, questa, che si verifica soprattutto durante il primo mese dell’allattamento.

Come si distingue un nodulo al seno benigno da uno maligno?

Le cause che abbiamo passato in rassegna finora hanno un denominatore comune: si tratta di condizioni benigne, che in ogni caso richiedono controlli periodici ma, ripetiamo, nel 90% non determinano alcuna conseguenza sullo stato di salute della donna.

Ora è necessaria una distinzione tra i due principali di tipi di noduli che possono presentarsi: i noduli benigni e i noduli maligni, questi presentano caratteristiche diverse tra loro che li rendono piuttosto distinguibili.

I noduli benigni hanno dei contorni netti, una forma rotondeggiante e sono relativamente mobili. In base alla specifica causa che li ha determinati, i noduli benigni possono presentare una consistenza solida, morbida o estremamente morbida se hanno un contenuto liquido, come nel caso delle cisti.

Al contrario, i noduli maligni presentano una forma irregolare, hanno una superficie che ricorda la consistenza di una pallina da golf, e la superficie risulta rugosa. Nei casi in cui il nodulo fosse sintomo di un cancro mammario, è possibile che si verifichi un interessamento dei noduli circostanti.

Quali sono i controlli per un nodulo al seno?

Oltre ai controlli al seno, che abbiamo visto in apertura, possiamo indicare gli esami di rito che vengono svolti per approfondire la natura di un nodulo al seno.

I principali esami strumentali sono la mammografia, l’ecografia, la risonanza magnetica per immagini e la biopsia.

Come si cura un nodulo al seno?

I trattamenti per i noduli ai seni possono variare in base alla causa sottostante. Nei casi in cui il nodulo è una ciste non c’è un trattamento, a meno che i noduli non diano fastidio alla paziente o abbiano delle dimensioni tali da richiedere il drenaggio del fluido che contengono al loro interno. Anche se è rara, può tuttavia essere necessaria l’asportazione.

Quando sono presenti forme benigne di alterazioni del tessuto della mammaria, come nel caso delle cosiddette alterazioni fibrocistiche, possono essere indicati antidolorifici, come il paracetamolo; indossare dei reggiseni sportivi può aiutare nel creare un sostegno adatto a ridurre la sensazione del dolore, o l’eventuale fastidio.

Nei casi più importanti, dunque nei casi di cancro al seno, dopo l’anamnesi, l’esame obiettivo da parte del medico, l’esame dei tessuti e la diagnosi definitiva, si potrà intervenire con diversi approcci terapeutici, la cui scelta e applicazione dipende dallo specialista. Tra le terapie in uso, possiamo segnalare la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia e l’ormonoterapia.

Pubblicato il: 14-06-2022
Di:
FONTE : Centro Medico Santagostino

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