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Una forma di cefalea: la nevralgia di Arnold

La nevralgia di Arnold è caratterizzata da crisi dolorose al capo

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Una forma di cefalea: la nevralgia di Arnold istock

La nevralgia di Arnold, o nevralgia occipitale, è caratterizzata da episodi ricorrenti di crisi di dolore molto intenso che origina nella regione occipitale per poi estendersi ad altre zone del capo. Oltre al mal di testa si possono accusare offuscamento della visione, nausea e/o vomito, fotofobia (fastidio alla luce), fastidio al rumore, disturbi dell’equilibrio. La causa scatenante di questa nevralgia è l’irritazione dei nervi grande e piccolo occipitale di Arnold, ed ecco spiegata l’origine del nome. Questo danno ai nervi occipitali può essere dovuto a traumi, stress fisici, patologie degenerative, artrosiche o infiammatorie, conseguenza di altre patologie, per esempio tumorali, o di trattamenti di radioterapia al collo, anche dopo anni.

Il disturbo non è molto comune, ma questo può dipendere dal fatto la sua frequenza sia sottostimata, in quanto i sintomi vengono spesso attribuiti a emicranie di altro tipo.

La diagnosi può essere fatta in base alla localizzazione del dolore, se localizzato alla regione posteriore della testa, e aggravato dai movimenti del tratto cervicale, probabilmente si tratta di nevralgia occipitale. Una volta stabilita la possibilità che si tratti di questo tipo di nevralgia, si approfondisce con altre analisi, come la risonanza magnetica, la radiografia e la TAC, in modo da escludere altre cause.

Come trattare questo tipo di nevralgia, una volta giunti a una diagnosi certa?

Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) rappresentano sempre il punto di inizio, in quanto aiutano a togliere il dolore e l’infiammazione, e infiltrazioni locali di anestetici locali e cortisonici. Per risolvere la contrattura muscolare, fisioterapia, massaggi e onde d’urto. Nei casi più complicati, può rendersi necessario l’intervento chirurgico. In ogni caso le percentuali di guarigione, o quanto meno di controllo dei sintomi, sono decisamente buone.

Pubblicato il: 15-06-2022
Di:
FONTE : Medicinafisica.it

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