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Il vaiolo delle scimmie: la situazione

Cosa pensano gli esperti della diffusione di questo virus

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Il vaiolo delle scimmie: la situazione istock

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) guarda con preoccupazione all’arrivo dell’estate, per il possibile aumento della trasmissione di questo virus. Durante la stagione estiva, infatti, ci sono maggiori occasioni di assembramento e le misure di restrizione sono decisamente diminuite. Per adesso sono confermati più di 1000 casi in 27 Paesi, tra cui l’Italia (20 casi). La trasmissione avviene per contatto diretto con un soggetto affetto, attraverso rapporti sessuali o tramite la saliva, ma anche indumenti o stoviglie contaminati dal virus di una persona ammalata possono contagiare altre persone. I sintomi più aspecifici sono febbre, mal di testa, dolori, stanchezza, mentre i sintomi classici sono ingrossamento dei linfonodi e eruzioni o lesioni cutanee. 

Tuttavia è sconsigliata la vaccinazione di massa contro il vaiolo delle scimmie (Monkeypox), come ha affermato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha spiegato che la comparsa del Monkeypox in Paesi dove l’infezione non è endemica fa pensare che la trasmissione sia andata avanti per un po’ di tempo rimanendo inosservata.

Laddove possibile, il vaccino può essere utilizzato per il personale sanitario e di laboratorio esposto all’infezione. Per questa patologia i vaccini e gli antivirali (Tecovirimat) non sono ancora ampiamente disponibili. 

«La maggior parte delle persone che contraggono il vaiolo delle scimmie avrà una malattia lieve e che si autolimita, ma spiacevole e potenzialmente dolorosa, che può durare fino a diverse settimane. Non sappiamo ancora invece - afferma - quale impatto sulla salute ci sarà negli individui che possono avere gravi esiti dal vaiolo delle scimmie, in particolare i bambini piccoli, le donne in gravidanza e le persone immunocompromesse», spiega Hans Henri P. Kluge, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità per la regione europea.

L’obiettivo è contenere questo focolaio il più possibile, limitando al massimo la trasmissione da persona a persona.

Pubblicato il: 13-06-2022
Di:
FONTE : Ansa Salute

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