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Salute Più naturalezza e meno rischi

Deep plane, perché il lifting profondo è meglio

Con la nuova tecnica si agisce sui muscoli e non sulla cute, preservando la mimica e riducendo gli scollamenti

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Deep plane, perché il lifting profondo è meglio istock

Ringiovanimento del viso, arriva una tecnica avanzata. Si tratta del lifting deep plane, così chiamato perché agisce sui tessuti profondi del volto, riposizionandoli.

«Il vantaggio del lifting deep plane – spiega Carlo Magliocca, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenertiva ed Estetica (SICPRE) – è duplice: un risultato particolarmente naturale e un minor rischio di complicanze». Dopo aver raggiunto una casistica di una certa importanza, il lifting deep plane è stato da poco codificato in tutti i suoi passaggi. Come dire, la procedura adesso è standardizzata e saranno quindi più numerosi i chirurghi plastici che la offriranno. Anche per questo, è importante capire meglio in cosa consiste, a chi è adatta e perché.

Muscoli sì, cute no

Nel lifting deep plane la trazione tipica del lifting, che riposiziona i tessuti verso l'alto e verso l'esterno, interessa esclusivamente il cosiddetto SMAS, cioè il sistema aponeurotico muscolare superficiale che costituisce un'ampia porzione della muscolatura del viso. «Con questa tecnica – dice ancora Magliocca – non si 'tira' la cute, ma appunto i tessuti muscolari sottostanti. In sostanza, la cute viene trasportata in alto dal muscolo, al quale aderisce, e si ottiene così quel riposizionamento dei tessuti che comporta la riduzione di cedimenti, solchi e rughe. Questo spiega perché il risultato è così naturale, perché i muscoli vengono riportati nella posizione in cui si trovano in precedenza, prima che il passare del tempo ne provocasse l'inevitabile e progressiva caduta». 

Meno scollamenti, più sicurezza

Altri importanti vantaggi del lifting deep plane sono poi legati ai piccoli scollamenti necessari. «Come abbiamo visto, con questa tecnica si agisce sui muscoli, che vengono mobilizzati e spostati – spiega il presidente SICPRE -. Da un punto di vista chirurgico, questa procedura permette di individuare con grande chiarezza i rami dei nervi che si trovano nel viso, preservandoli da ogni traumatismo. Il risultato è una convalescenza con lividi e gonfiori più ridotti e in generale un intervento che con minor probabilità darà luogo a lesioni, un'evenienza comunque rara anche nel lifting classico, ma che è fonte di grande preoccupazione per il paziente e il chirurgo».

Come si fa

Il lifting deep plane avviene in anestesia generale e comporta incisioni al margine del cuoio capelluto, che arrivano davanti all'orecchio, gli girano attorno e poi proseguono per un breve tratto dietro. Se eseguito da mani esperte, le cicatrici sono di fatto invisibili. Il riposizionamento dei tessuti, e di conseguenza il ringiovanimento, riguarda tutto il viso e interessa anche il collo,  rendendo maggiormente evidente la linea mandibolare. Dopo l'intervento viene fatta indossare al paziente una guaina compressiva, da tenere per 7 giorni, durante i quali il paziente fa anche una terapia con antibiotici e anti-infiammatori. «Il lifting deep plane, come peraltro anche il lifting classico, è particolarmente indicato per pazienti dai 45 ai 60 anni – spiega Magliocca -. Intervenire in pazienti non molto in là con gli anni permette di ottenere un risultato »plausibile» e di conseguenza naturale. Ovviamente, il trascorrere del tempo continuerà a produrre i suoi effetti sui tessuti, ma non si perderà il vantaggio di aver riportato le lancette di un ideale orologio indietro di diversi anni. Da questo nuovo punto di partenza, il tempo ovviamente continua a scorrere».

Pubblicato il: 25-01-2022
Di:
FONTE : Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE)

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