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Le proprietà della belladonna

Le proprietà della belladonna

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Le proprietà della belladonna istock

La Belladonna (Atropa belladonna) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Solanacee, piuttosto diffusa e cresce spontaneamente fra boschi e cespugli in Europa, Africa settentrionale, Asia occidentale. Il fusto può superare il metro di altezza, i fiori sono di colore viola, penduli, e le foglie sono ovali. Le bacche di Belladonna sono molto tossiche, così che nel corso della storia le sono stati attribuiti diversi nomi, come solano mortale, ciliegie del diavolo o bacche delle streghe. Anche lo stesso nome Atropa richiama la sua pericolosità, in quanto è un riferimento a una delle Parche (o Moire) della mitologia greca che tagliavano il filo della vita. Queste divinità erano tre: Cloto (la filatrice), che filava lo stame della vita, Lachesi (la fissatrice della sorte) il cui compito era avvolgerlo sul fuso e stabilire quanto filo spettasse a ciascuno, e Atropo (l’irremovibile fatalità della morte), che recideva il filo determinando la fine della vita. Il nome belladonna deriva dal gergo popolare veneziano del cinquecento, e si riferisce al fatto che le donne usavano il succo delle sue bacche come cosmetico. L’ingestione delle bacche può provocare nausea e vomito, secchezza della bocca, dilatazione delle pupille, delirio e convulsioni, fino al coma e alla morte. Nonostante questa tossicità, riveste un ruolo di una certa importanza in medicina.

Della pianta si utilizzano le foglie essiccate, il cui contenuto in alcaloidi tropanici (atropina e scopolamina) esercita un'azione diversa a seconda dell'organo o del tessuto su cui agiscono.
L'atropina può essere usata per via iniettabile per il trattamento della bradicardia sinusale (diminuzione della frequenza dei battiti cardiaci) e per la medicazione preanestetica per diminuire la salivazione e le eccessive secrezioni del tratto respiratorio durante l’intervento chirurgico.

L'atropina si trova anche in colliri che vengono somministrati prima di esami oculistici, poiché è in grado di indurre midriasi, cioè dilatazione della pupilla.

La belladonna inibisce la funzione del sistema nervoso parasimpatico ed è dunque impiegata contro gli spasmi gastrointestinali e come anticolinergico, ma solo su prescrizione medica.

Oggi la Belladonna è molto utilizzata in omeopatia, in particolare contro l’emicrania, la febbre, il flusso mestruale abbondante e doloroso, le emorroidi dolorose, otiti, tonsilliti e faringiti.

Pubblicato il: 26-01-2022
Di:
FONTE : Curenaturali.it - Reckeweg

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