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Anabolizzanti: non solo doping

Gli steroidi anabolizzanti non vanno confusi con i corticosteroidi, o cortisonici

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Anabolizzanti: non solo doping istock

Gli steroidi anabolizzanti possono essere prodotti dal corpo umano (endogeni) oppure introdotti dall’esterno, come medicamento o spesso anche come doping (esogeni). Gli anabolizzanti agiscono aumentando la forza e la massa dei muscoli scheletrici e determinando lo sviluppo di caratteristiche sessuali maschili quali, per esempio, incremento della quantità di peli (irsutismo), sviluppo dei genitali maschili e profondità della voce.
Non sono molto usati in medicina, di solito si impiegano per la carenza di testosterone negli uomini, in caso di deperimento muscolare in soggetti allettati, o in alcuni tipi di cancro al seno.

Vanno usati sotto stretto controllo medico a causa dei diversi effetti collaterali che possono provocare.
Nella donna possono dare mascolinizzazione, con irsutismo, abbassamento della voce, atrofia del seno, mentre negli uomini possono determinare atrofia testicolare, ginecomastia (crescita del tessuto mammario), impotenza e infertilità. In entrambi i generi si possono osservare danni al fegato e al cuore e forme severe di acne. Ai dosaggi usati in medicina non si osservano troppi eventi avversi, ma gli anabolizzanti vengono a volte utilizzati, anziché a scopo medico, per aumentare la massa muscolare e migliorare le prestazioni atletiche nello sport, a dosaggi decisamente superiori. Questo uso viene detto doping ed è assolutamente proibito, si tratta di un reato perseguibile penalmente.

Ogni anno la WADA, l’Agenzia mondiale antidoping, pubblica una lista di sostanze considerate dopanti, in cui compaiono sempre gli steroidi anabolizzanti, che viene pubblicata sul sito del Ministero della salute. Questi farmaci, oltre agli altri effetti, possono dare anche dipendenza, al punto che uno di essi, il nandrolone, è inserito anche nella lista delle sostanze stupefacenti e psicotrope a causa degli effetti psichici che provoca. Per stabilire se un atleta è dopato può essere sufficiente un esame delle urine, in quanto questi prodotti possono essere rilevati fino a un massimo di 6 mesi dopo la sospensione dell’assunzione.

Pubblicato il: 20-01-2022
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

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