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Ischemia miocardica: cause, sintomi, diagnosi e cura

L'ischemia miocardica è l'elemento principe alla base di una patologia dalla prevalenza ed incidenza estremamente significative a livello mondiale, ovvero la cardiopatia ischemica.

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Ischemia miocardica: cause, sintomi, diagnosi e cura istock

L’ischemia miocardica si verifica quando il flusso di sangue che irrora una regione più o meno ampia del cuore risulta ridotto, con un calo nella fornitura di ossigeno e nutrienti ai cardiomiociti, ovvero le cellule del cuore. La diretta conseguenza è una sofferenza a carico dei cardiomiociti stessi, con l’innesco di una serie di fenomeni cellulari e biochimici che possono portare alla morte cellulare per necrosi. La sofferenza o la morte dei cardiomiociti di una regione cardiaca non solo è responsabile dei sintomi dell’ischemia miocardica, ma può compromettere anche la capacità del cuore di pompare il sangue nel circolo sanguigno e quindi di irrorare i tessuti periferici.

L’ischemia miocardica si verifica a seguito di un’occlusione totale o parziale di un’arteria coronaria, il cui nobile compito è quello di rifornire il cuore assecondando tutte le sue esigenze metaboliche a riposo e sotto sforzo. A seconda della durata del fenomeno ischemico l’ischemia miocardica può essere transitoria oppure permanente, con danni reversibili o irreversibili a carico delle cellule cardiache, rispettivamente.

La causa in assoluto più frequente nel determinare un’ischemia miocardica è l’aterosclerosi, poiché  le placche ateromasiche in progressiva crescita possono ostruire parzialmente il vaso o determinare la formazione di un trombo con conseguente occlusione completa dell’arteria coronarica (questo è il caso dell’infarto del miocardio). Un’altra causa che può determinare l’ischemia miocardica è una contrazione transitoria ma significativa della parete di un’arteria coronarica, condizione che viene definita vasospasmo e che si può verificare in caso di droghe o forti stress emotivi.

I fattori di rischio dell’ischemia miocardica coincidono con i fattori di rischio dell’aterosclerosi, tra cui figurano prevalentemente l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, il diabete mellito, l’obesità, il fumo di sigaretta, la sedentarietà e patologie a matrice infiammatoria. Il controllo dei fattori di rischio è ciò che fa la differenza nella prevenzione della cardiopatia ischemica e relative conseguenze.

Il sintomo più comune dell’ischemia miocardica è il dolore al petto, definito angina pectoris, ed è la diretta espressione della sofferenza dei cardiomiociti causata dalla carenza di ossigeno. In caso di morte dei cardiomiociti il dolore al petto assume delle caratteristiche più ingravescenti e ha una durata maggiore nel tempo. Inoltre, in caso di pazienti anziani o diabetici il dolore potrebbe essere meno intenso o non essere presente, fatto che conduce tardivamente il paziente all’attenzione del medico. Il dolore al petto può irradiarsi al collo, alla mascella, alla spalla o al braccio e possono essere presenti anche altri sintomi quali tachicardia (quindi un battito cardiaco accelerato), mancanza di respiro o affanno, nausea e vomito, sudorazione profusa, affaticamento e senso di ansia e angoscia.

Le complicanze dell’ischemia miocardica avvengono quando l’ischemia non si risolve e ciò avviene quando l’occlusione del vaso coronarico è completa. Esito di tal evento è l’infarto del miocardio, evento in cui i cardiomiociti muoiono e con loro la capacità contrattile di una regione cardiaca più o meno estesa.

La diagnosi dell’ischemia miocardica prevede innanzitutto il raccoglimento di un’attenta anamnesi da parte del medico, che indaga la presenza dei fattori di rischio cardiovascolari, le caratteristiche dei sintomi lamentati dal paziente o la presenza di cardiopatie di base. Successivamente viene eseguito l’esame obiettivo e l’elettrocardiogramma. L’elettrocardiogramma è un esame fondamentale per documentare l’ischemia miocardica, poiché mette in evidenza graficamente le anomalie dell’attività elettrica del cuore dovute alla sofferenza delle cellule cardiache. Nello specifico, segni di ischemia miocardica sono il sottoslivellamento del tratto ST, segno che i cardiomiociti hanno qualche difficoltà di funzionamento. Se necessario il medico può procedere ad eseguire un ecocardiogramma, un test da sforzo o altre indagini strumentali come la coronarografia o la TAC.

La terapia dell’ischemia miocardica consiste nell’adattare il proprio stile di vita in un’ottica di prevenzione, ad esempio adottando una dieta sana ed equilibrata, incrementando l’attività fisica, controllando la pressione del sangue o la glicemia. A seconda del quadro clinico possono essere somministrati farmaci quali anticoagulanti e antiaggreganti, nitroderivati, beta-bloccanti e le statine. In caso di infarto del miocardio l’ischemia miocardica viene gestita mediante un approccio chirurgico, tra cui troviamo l’angioplastica coronarica.
 

Pubblicato il: 28-12-2021
Di:
FONTE : www.msdmanuals.com

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