Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Gli ultimi dati del Ministero sul BIA-ALCL

Protesi mammarie: controlli sì, panico no

Con un'incidenza dello 0,0046% il linfoma correlato ai dispositivi per il seno si conferma una malattia molto rara

3.5 di 5
Protesi mammarie: controlli sì, panico no iStock

Se ne parla a più riprese da anni e ormai il dubbio serpeggia: le protesi mammarie fanno venire il cancro? La risposta è nei numeri e gli ultimi sono freschissimi: i dati 2020 raccolti dal Ministero della Salute e resi noti a Bologna il 24 settembre in occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE). In base a quanto comunicato dal Ministero, il  BIA- ALCL (Breast Implant Associated – Anaplastic Large Cell Lymphoma), il linfoma anaplastico a grandi cellule correlato alle protesi mammarie, durante lo scorso anno ha avuto un'incidenza dello 0,0046%. Ovvero è insorto in 4,6 casi a fronte di 100.000 pazienti impiantate.

«I dati confermano che si tratta di una malattia estremamente rara – sottolinea Carlo Magliocca, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica SICPRE  -. Ovviamente ci sono delle oscillazioni annuali, ma non cambia la sostanza: pochissimi casi di malattia a fronte di tantissimi casi di pazienti a cui sono state impiantate protesi, per fini estetici o ricostruttivi».

Le previsioni per il 2021

Dal Ministero anche i dati provvisori del 2021, con «un bassissimo numero ad oggi di nuovi casi diagnosticati». Per calcolare correttamente l’incidenza, però, è necessario attendere la fine dell’anno e conoscere il denominatore, cioè il numero di protesi impiantate.

«Alla luce dei monitoraggi più recenti e dei dati scientifici degli studi italiani e stranieri ribadiamo che le protesi sono sicure – dice Magliocca –. Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino il contrario. E questo va ricordato, ovviamente insieme al fatto che gli studi e i monitoraggi proseguono, come è giusto che sia. Come SICPRE, la nostra posizione è in piena sintonia con quella del Ministero, la massima autorità in Italia per la salute e la sicurezza».

L'importanza dei controlli

Il linfoma anaplastico a grandi cellule associato alle protesi mammarie è una malattia estremamente rara e, in più, compare con un sintomo molto chiaro: il sieroma tardivo freddo, un rigonfiamento importante a livello del seno, che insorge in media 7 anni dopo l'impianto di protesi. Se si manifesta, è importante prenotare una visita dal chirurgo plastico ed eventualmente, su sua indicazione, ulteriori accertamenti. In caso di diagnosi di BIA-ALCL, nella grande maggioranza dei casi è sufficiente togliere le protesi, senza la necessità di sottoporsi a cure oncologiche.

«Comunque, e sempre, la raccomandazione alla donne è quella di fare tutti i controlli previsti – sottolinea  Magliocca -. Bisogna infatti ricordare che il tumore al seno è il più diffuso nel genere femminile e colpisce una donna su 8. La diagnosi precoce fa la differenza».

Pubblicato il: 01-10-2021
Di:
FONTE : Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE)

© 2022 sanihelp.it. All rights reserved.