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Scoperta possibile causa dell'Alzheimer

Un nuovo studio australiano ha individuato una possibile causa di questa patologia

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Scoperta possibile causa dell'Alzheimer iStock

La malattia di Alzheimer è una forma di demenza che si può riscontrare nelle persone che hanno superato i 65 anni di età. Non si tratta di una normale conseguenza dell’invecchiamento, ma di una vera e propria patologia, più precisamente di una neurodegenerazione che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, deteriorando le funzioni del cervello.
Tra i sintomi si riscontrano perdita di memoria breve, confusione, disorientamento, scarsa cura della propria persona.
Attualmente la causa dell’Alzheimer non è ancora nota, nonostante si conoscano diversi fattori di rischio, il principale dei quali è l’età avanzata, e sono maggiormente colpite le donne rispetto agli uomini, per cause sconosciute.
Un nuovo studio australiano, dell'Università Curtin di Perth, guidato dal direttore del Curtin Health Innovation Research Institute, John Mamo, ha scoperto una causa probabile nella dispersione, dal sangue nel cervello, di particelle grasse portatrici di proteine tossiche. 
«Era già noto che la caratteristica distintiva dei pazienti di Alzheimer fosse l'accumulo progressivo nel cervello di depositi di proteine tossiche chiamate beta-amiloidi, ma non si sapeva da dove queste fossero originate, o come si depositassero nel cervello» spiega il professor Mamo sulla rivista scientifica PLOS Biology. «La nostra ricerca mostra che questi depositi di proteine tossiche molto probabilmente vengono diffuse nel cervello da particelle nel sangue portatrici di grasso, le lipoproteine. Questo percorso dal sangue al cervello è significativo, perché se si potranno controllare i livelli di lipoproteine amiloidi nel sangue e prevenire la loro dispersione, si apre la strada a nuovi potenziali trattamenti per prevenire il morbo di Alzheimer e la perdita di memoria» ha aggiunto il ricercatore, ipotizzando che con la dieta farmaci mirati alle lipoproteine amiloidi sarà possibile rallentare lo sviluppo della malattia.

Pubblicato il: 23-09-2021
Di:
FONTE : Ansa Salute

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