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La salvia: non solo per l'arrosto

Oltre all'utilizzo in cucina, la salvia possiede diverse proprietà medicinali

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La salvia: non solo per l'arrosto iStock

Il nome salvia deriva dal latino salvare, il che la dice lunga sulle molteplici proprietà di questa pianta (nome scientifico Salvia officinalis), che appartiene alla famiglia delle Labiatae. La pianta ha un forte odore balsamico e un sapore aromatico amaro, i fiori sono grandi, di colore blu violaceo e qualche volta rosa. 
La parte utilizzata sono le foglie e le sommità fiorite. Le foglie della salvia contengono principi amari, tannini, acidi fenolici, i flavonoidi e un olio essenziale. 
La salvia viene usata come stimolante, in quanto favorisce l’equilibrio del sistema nervoso, ed è sedativa e calmante. 
È anche considerata un valido aiuto contro i problemi digestivi, tra cui il vomito, la diarrea e la perdita di appetito. Ha inoltre un’azione benefica sull’apparato genitale femminile, tonificando l’utero, aiutando la regolarizzazione delle mestruazioni e combattendo i disagi della sindrome premestruale e della menopausa. 
Fra le sue proprietà, non possiamo dimenticare la sua attività antisudorifera
Usata esternamente è un eccellente tonico, efficace nelle storte e nei geloni, come impacchi e lozioni, e nell’igiene dentale, contro le afte e in caso di gengive sanguinanti, sotto forma di gargarismi e sciacqui. Ha inoltre proprietà antisettiche e antimicotiche
Da un punto di vista nutrizionale, la salvia costituisce una buona fonte di antiossidanti, di vitamine e di minerali. In cucina è molto usata sulle carni arrostite, nei sughi e nelle salse. 
Assunta nelle dosi tipicamente usate in cucina è considerata sicura, l’eccesso è però sconsigliato in gravidanza e allattamento, diabete, ipertensione, epilessia. 
Alle dosi utilizzate in erboristeria, bisogna tenere presente la possibile interazione con alcune terapie farmacologiche, come con i sedativi, gli ipoglicemizzanti (farmaci antidiabete) e con anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, per il possibile potenziamento dell’effetto del farmaco.

Pubblicato il: 01-09-2021
Di:
FONTE : Mességué – Il mio erbario

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