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Salute Il trattamento a partire da un prelievo di sangue

PRP per il viso, la rigenerazione è servita

Il plasma ricco di piastrine contiene fattori di crescita che migliorano la texture cutanea

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PRP per il viso, la rigenerazione è servita iStock

Ridurre i segni del tempo sul viso, in sicurezza e in modo poco invasivo. Pur senza numeri ufficiali, è facile supporre che il desiderio sia più che ampiamente condiviso. E oggi questo desiderio può contare su una possibilità di realizzazione in più, il PRP, Plasma Ricco di Piastrine che si ottiene a partire da un prelievo del sangue. Già utilizzato in altri distretti del corpo e ad altri scopi, questo trattamento ha da poco ricevuto l'approvazione per  l'impiego nel ringiovanimento del viso. «Grazie ai tanti fattori di crescita rilasciati dalle piastrine, il PRP determina nei tessuti in cui viene trasferito un importante processo di rigenerazione», spiega Carlo Magliocca, presidente eletto della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica SICPRE e tra i partecipanti al tavolo di lavoro sugli emocomponenti a uso non trasfusionale voluto dal Ministero della Salute.

I risultati per il viso...

Innanzitutto una premessa: il PRP non è un filler e quindi dà risultati diversi. «Dopo un filler – dice ancora Magliocca -  il viso di un paziente è immediatamente diverso, ad esempio con zigomi e guance più definiti, o con solchi visibilmente attenuati. Il PRP non dà invece alcun effetto istantaneo, ma attiva un processo che migliora la texture cutanea e mantiene i tessuti elastici e più belli e più giovani». Il tutto, in modo assolutamente naturale, impercettibile e progressivo. Impossibile, infatti, notare un prima e un dopo, anche per l'assoluta assenza di processi infiammatori.

… e le regole per il trattamento

Bastano 20-30 minuti per effettuare un trattamento con il PRP. Questo periodo è infatti sufficiente per il prelievo di sangue, la preparazione dell'emoderivato e quindi il suo trasferimento nel derma, tramite piccole siringhe, nei punti in cui si vuole dare il via al processo di rigenerazione. Il trattamento con plasma arricchito di piastrine al viso non è doloroso, a parte di fastidio di tante, piccole punturine. Per ridurre il dolore è possibile applicare sulla parte trattata una crema anestetica, alla quale si può ricorrere senza alcuna controindicazione medica. I risultati migliori per il viso si ottengono eseguendo un trattamento ogni 45-50 giorni, ma ovviamente non ci sono controindicazioni nel diradare, secondo le proprie possibilità e desideri, l'appuntamento con aghi e siringhe. Attenzione infine al luogo del trattamento: l'ambulatorio o lo studio che lo effettua deve avere l'autorizzazione del centro trasfusionale di riferimento, che ne ha verificato l'idoneità e testato i device.

Il PRP per il capelli (e per le ferite difficili)

Oltre che per i ringiovanimento del viso, il PRP in estetica viene utilizzato anche per contrastare la caduta dei capelli e, nei soggetti predisposti, il progressivo assottigliamento del fusto. «Per questi pazienti si prevede un ciclo iniziale con 5 trattamenti, seguito da 3 trattamenti all'anno – spiega Magliocca -. Di solito, al termine del primo ciclo si ottiene una ricrescita dei capelli stimata tra il 10 e il 30%, capelli che vengono poi conservati con i trattamenti eseguiti negli anni seguenti».

Da tempo, infine, il PRP è utilizzato in ambito ricostruttivo, soprattutto nella cura delle ferite difficili, come quelle che si verificano nelle persone diabetiche o in pazienti costretti a letto da lungo tempo. Il principio è sempre lo stesso: attivare una rigenerazione. In questo caso, però, l'obiettivo da raggiungere è la riparazione dei tessuti, non il loro miglioramento estetico.

Pubblicato il: 06-08-2021
Di:
FONTE : SICPRE Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica

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