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Farmaci per rilassare i muscoli doloranti: i miorilassanti

Sono tante le patologie che hanno fra i sintomi il dolore, ma abbiamo anche tante armi: i farmaci

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Farmaci per rilassare i muscoli doloranti: i miorilassanti iStock

Il dolore alla schiena colpisce chiunque, uomini e donne, perfino bambini (spesso a causa dell’enorme peso dei libri e quaderni nello zaino), ma soprattutto adulti e anziani.
Per alleviarlo, oltre agli antinfiammatori FANS, che devono la loro azione all’inibizione dell’enzima ciclossigenasi e sono caratterizzati da una certa gastrolesività, tra i farmaci ampiamente utilizzati nella risoluzione di spasmi muscolari dolorosi figurano i miorilassanti.
Il gruppo dei miorilassanti è piuttosto eterogeneo, così come i sintomi e le patologie in cui vengono impiegati, in campo ortopedico, reumatologico e neurologico. Spesso il farmaco miorilassante viene associato a un antinfiammatorio, poiché quest’ultimo è in grado di ridurre il dolore e il gonfiore, tipici del processo infiammatorio, ma non ha azione sulla contrattura muscolare, dove invece interviene efficacemente il miorilassante.
L’uso di miorilassanti è piuttosto frequente anche nella medicina sportiva, dove si riscontrano spesso lesioni muscolari. Le cause possono essere diverse, come per esempio un aumento del carico di lavoro, un periodo di recupero insufficiente, movimenti errati o inadeguata preparazione atletica. I miorilassanti permettono di accorciare i tempi di ripresa, in quanto riducono la tensione muscolare.
Tra i più frequentemente utilizzati c’è la tizanidina, che trova indicazione nei più comuni disturbi artrosici, nelle lombalgie, nel torcicollo, negli spasmi muscolari conseguenti a interventi chirurgici, così come nei casi di spasticità derivata da gravi patologie come sclerosi multipla, malattie degenerative del midollo spinale e mielopatia cronica.
Un altro miorilassante ad azione centrale, derivato del colchicoside, è la tiocolchicoside, farmaco in commercio da molti anni.
L’eperisone, piuttosto recente, viene prescritto per il trattamento della spasticità, della contrattura muscolare e del dolore ad essa associato. 
La ciclobenzaprina si è dimostrata efficace nell’alleviare lo spasmo muscolo-scheletrico di origine locale senza interferire con la funzione muscolare. Non si è dimostrata efficace negli spasmi dovuti a malattie del sistema nervoso centrale.
Il baclofene è indicato nei pazienti affetti da grave spasticità cronica dovuta a sclerosi multipla o a lesioni o patologie del midollo spinale, mentre non va utilizzato per la semplice lombalgia, che non figura nelle indicazioni.
Il pridinolo mesilato è indicato per contratture di origine centrale e periferica, per lombaggini, torcicollo e mialgie in genere.

Pubblicato il: 06-08-2021
Di:
FONTE : Goodman & Gilman – Le basi farmacologiche della terapia - Zanichelli

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