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Salute Progetto Sigot e Iss

Via a un nuovo modello di Rsa

Obiettivo della collaborazione creare un'efficace sanità territoriale

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Via a un nuovo modello di Rsa Archivio fotografico Pas

Gli anziani sono stati le principali vittime del Covid-19. Tra questi, la situazione più tragica è stata quella degli ospiti delle Rsa, dove i pazienti hanno quadri complessi di comorbidità e gradi diversi di deficit cognitivo. Per capire i principali problemi e per rilanciare un nuovo modello che configuri un diverso approccio di sanità territoriale, è partito un lavoro dell’Istituto superiore di sanità a cui si è affiancato uno studio osservazionale avviato sempre dall’Iss in collaborazione con la Sigot, Società italiana geriatria ospedale e territorio.

«Lo studio realizzerà una fotografia multidimensionale di queste strutture – evidenzia Alberto Castagna del comitato scientifico Sigot –. Le Residenze sanitarie assistenziali costituiscono un nodo fondamentale nell’assistenza sanitaria inserendosi tra le strutture ospedaliere per acuti e l’intervento domiciliare. Il contributo che si vuole offrire non è solo operativo, ma anche di programmazione. Abbiamo fatto dialogare strutture residenziali nazionali con l’approccio condiviso dell’analisi multidimensionale. Lo strumento scelto per l’analisi è il Multidimensional Prognostic Index (MPI), riconosciuto a livello mondiale, in quanto permette di tenere in considerazione oltre all’aspetto clinico e farmacologico, anche le componenti funzionali, psico-emotive, biologico-nutrizionali e socio-economiche dell’individuo anziano. A fianco dei normali strumenti di valutazione, è stata prevista la raccolta di altri parametri per valutare lo stato cognitivo, l’impiego di farmaci antipsicotici e le terapie specifiche per la demenza. Il dato di partenza assai rassicurante è che al momento la quasi totalità di questi pazienti è vaccinata».

«L’anziano è stato al centro della pandemia Covid-19 – sottolinea il professor Alberto Pilotto, presidente Sigot –. I geriatri sono stati coinvolti sin dalla prima ora nella cura del Covid-19 in ospedale (quasi l’80% delle strutture di geriatria per acuti sono state di fatto trasformate in reparti Covid-19) e nelle Rsa. Successivamente sono stati i primi coinvolti a livello territoriale con la campagna vaccinale anti-Covid in Rsa e ai soggetti più anziani. Ora la geriatria è chiamata a organizzare e gestire la cura delle malattie croniche, incluse le conseguenze a breve e lungo termine della sindrome post-Covid: una sfida che secondo Sigot deve muovere dall’approccio multidimensionale, metodo di riferimento geriatrico che permettere di caratterizzare la persona anziana e di definire l’andamento clinico delle malattie mediante una valutazione complessiva che tenga conto delle diverse dimensioni come malattie, disabilità, caratteristiche psicologiche e sociali».

Pubblicato il: 21-06-2021
Di:
FONTE : Sigot

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