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Salute La ricerca del Cibio di Trento

Dall'acido ribonucleico il contrasto alla demenza

L'innovativo approccio è lo scudo anche la per malattie rare prive di diagnosi

Dall'acido ribonucleico il contrasto alla demenza Archivio fotografico Pas

RNA come arma e bersaglio per lotta alle malattie neurodegenerative. Il progetto scientifico, nato al Cibio di Trento, è ora passato alla fase preclinica, con il supporto finanziario della Fondazione per la Valorizzazione della Ricerca Trentina. Un approccio mirato per la demenza ereditaria precoce, che insorge entro i 60 anni di età, ma le cui applicazioni potrebbero riguardare varie patologie sia rare che diffuse per le quali ancora non esiste una terapia.

La professoressa Michela Denti, con il suo team di ricerca del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata al Cibio dell’Ateneo di Trento, lavora sull’RNA, l’acido ribonucleico che è coinvolto nei processi di decodifica, regolazione ed espressione dei geni. L’RNA è la molecola che raccoglie e trasmette le istruzioni per la produzione delle proteine.

«Lo scopo è quello di arrivare ad una terapia molecolare a base di RNA per malattie neurodegenerative denominate Taupatie - spiega la professoressa Denti - causate da anomalie di una precisa proteina e associata alla stabilità dei microtubuli e quindi al buon funzionamento di alcuni processi cognitivi. Subito comunque una premessa: finora abbiamo testato l’efficacia dell’approccio terapeutico solo su cellule in laboratorio, ed attualmente siamo entrati nella fase pre-clinica, quindi per arrivare a una terapia servono ancora tanta ricerca, tempo, investimenti».

Un passaggio necessario per arrivare alla fase in cui qualcuno possa mostrare interesse per acquisire il brevetto e procedere con la sperimentazione clinica. La ricerca, però, deve necessariamente proseguire con impegno e tenacia perché il meccanismo è promettente e può diventare, in qualche anno, una terapia nuova per varie malattie, sia rare sia diffuse, che si caratterizzano per un’irreversibile e progressiva perdita di funzionalità neuronale e per le quali a oggi non esistono cure.

Pubblicato il: 16-03-2021
Di:
FONTE : Fondazione VRT

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