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Quei giorni dolorosi

Sono tante le giovani donne che lamentano dolori mestruali per uno o due giorni al mese: il termine tecnico per definirli è dismenorrea

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Quei giorni dolorosi iStock

Non è una malattia, e in genere il disturbo è sopportabile, ma qualche volta diventa talmente intenso da ostacolare la normale attività quotidiana, causando assenze dal lavoro o da scuola. Compaiono dolori addominali, a volte mal di schiena, mal di testa, nausea, vomito e diarrea. La dismenorrea si distingue in primaria e secondaria. La primaria esordisce abitualmente durante l’adolescenza e non è causata da patologie dell’apparato riproduttivo, ma è legata ai cambiamenti ormonali che avvengono fisiologicamente nel corso del ciclo mestruale, in particolare all’aumentata produzione di prostaglandine, sostanze che stimolano la contrattilità dell’utero. La dismenorrea secondaria insorge invece più tardi ed è associata a diverse cause organiche (endometriosi, fibromi, polipi uterini o infiammazioni pelviche). Un dolore mestruale che insorge in età giovanile è da considerarsi normale, tuttavia spesso il fastidio è così intenso da dover intervenire per alleviarlo. Può dare sollievo applicare sulla parte dolente un panno caldo o una borsa dell’acqua calda, ma bisogna fare attenzione poiché il calore causa vasodilatazione e potrebbe aumentare il sanguinamento. Il relax può essere di aiuto, soprattutto considerando che la donna potrebbe influenzare psicologicamente i sintomi della dismenorrea, amplificandoli. Su indicazione del medico è possibile assumere dei farmaci antidolorifici (antinfiammatori non steroidei, più semplicemente FANS), che contrastano la produzione di prostaglandine, attenuando il dolore; se il primo giorno del ciclo è sempre caratterizzato dalla dismenorrea, e il ciclo è regolare, è possibile assumere le compresse in via preventiva, senza aspettare che compaiano i primi sintomi. I FANS sono controindicati in pazienti con problemi della coagulazione del sangue, patologie dello stomaco e del fegato, e vanno sempre assunti a stomaco pieno. Nei casi più resistenti il ginecologo, dopo aver fatto eseguire gli opportuni accertamenti, può prescrivere la pillola contraccettiva, che si è rivelata molto efficace nella risoluzione di questo disturbo. L’uso del contraccettivo non esclude quello degli antidolorifici, se necessario. Da segnalare anche due principi nutritivi che potrebbero aiutare a ridurre la sintomatologia dolorosa: la vitamina B1 o tiamina e il magnesio, entrambi disponibili come integratori, ma presenti anche negli alimenti. La vit. B1 si trova nel germe di frumento, soia e derivati, cereali e frutta secca, carne di maiale, fegato e frattaglie; il magnesio si trova nella verdura, nei legumi, nella frutta secca (noci, mandorle), nel latte e derivati, pesci, crostacei e frutti di mare. Ricordiamo infine che le donne che svolgono regolare attività fisica (nuoto, ciclismo, corsa, camminate, ecc.) sono meno soggette alla dismenorrea.

Pubblicato il: 19-02-2021
Di:
FONTE : Ospedale Bambino Gesù

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