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Ulcera gastrica e gastrite: cosa mangiare?

Oltre alle terapie farmacologiche, di grande aiuto, per evitare disturbi è meglio seguire un'alimentazione adeguata

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Ulcera gastrica e gastrite: cosa mangiare? iStock

Ne soffrono milioni di persone nel mondo: con il termine ulcera si indicano le alterazioni del tratto gastrointestinale superiore con varie manifestazioni, dai piccoli disturbi fino ad arrivare a vere e proprie lesioni ulcerative. L’ulcera è la conseguenza dell’aumento dei fattori che ledono la mucosa e della diminuzione dei fattori deputati a proteggerla. Nel cercare la causa, un tempo si parlava molto di stress, e addirittura si identificava l’ulcera come una malattia psicosomatica, con la concausa dell’ereditarietà e dell’alimentazione sbagliata. Oggi sappiamo che la maggior parte delle ulcere è causata dall’Helicobacter pylori, piccolo batterio dalla forma a spirale, molto resistente, che si trova molto bene nella mucosa gastrica. La sua eradicazione, grazie all’uso combinato di antibiotici e antiacidi inibitori della pompa protonica, consente la riduzione del danno alla mucosa. L’alimentazione rimane tuttavia molto importante per prevenire bruciori di stomaco, tenendo conto dei gusti personali, poiché vi sono alimenti che, seppure permessi, possono essere mal tollerati dal singolo individuo. 

Consigli generali:

masticare lentamente il cibo;

non fumare;

suddividere la dieta in colazione, pranzo, cena e due spuntini, evitando i pasti troppo abbondanti e troppo distanziati fra loro;

evitare di consumare fritti (soprattutto quelli non casalinghi), piatti elaborati con salse e intingoli;

consigliabili la cottura alla griglia, al vapore, al forno, nel forno a microonde, la lessatura, il cartoccio.

Alimenti consigliati:

verdura, come passati di verdura, patate lessate, verdura cotta;

frutta: cotta e passata; fresca matura;

dolci: si, senza esagerare;

bevande: caffè d’orzo, the molto leggero, tisane, camomilla;

latte e latticini: yogurt, latte contenuto negli alimenti, per esempio purea di patate, besciamelle; il latte come tale, che grazie alla sua azione tampone veniva consigliato in abbondanza nell’ipersecrezione gastrica, se non assunto con moderazione può provocare invece un effetto rebound, cioè all’azione tampone segue un’attività secretoria mediata dalle gastrine;

pane abbrustolito, tostato, crackers, grissini, fette biscottate;

pasta e riso;

carne: attenzione al metodo di cottura e ai condimenti;

pesce: tutti i pesci magri bolliti, alla griglia, al forno o al cartoccio;

uova: si, non fritte;

salumi e insaccati: prosciutto cotto e crudo sgrassati;

formaggi: non fermentati;

condimenti e varie: burro e olio a crudo, con moderazione, aromi ed erbe aromatiche.

Alimenti sconsigliati

verdura cruda;

frutta poco matura e frutta secca;

dolci: miele, preparazioni molto zuccherate, cioccolato, dolci fritti in genere;

bevande: caffè a stomaco vuoto, liquori anche a stomaco pieno, spremute di agrumi, vino puro (meglio annacquato), birra e bibite gassate; in genere, bevande troppo fredde o troppo calde;

pane e derivati: pane fresco, poco cotto;

minestre: brodi di carne e di dado;

carne: oca, anatra, selvaggina, carne di maiale grassa, carne salata, affumicata, fritta; 

pesce: pesci grassi, pesce fritto e conservato;

uova fritte;

salumi e insaccati: salumi grassi in genere;

formaggi: formaggi grassi, fermentati o piccanti;

condimenti e varie: spezie piccanti, salse, sughi di carne, burro e olio cotti, soprattutto se cotti a lungo, lardo, strutto, senape, aceto, antipasti piccanti.

Pubblicato il: 17-02-2021
Di:
FONTE : Fondazione Veronesi

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