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Incontinenza urinaria femminile: cause e terapia

L'incidenza dell'incontinenza urinaria femminile è maggiore rispetto a quella maschile e aumenta con l'aumentare dell'età

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Incontinenza urinaria femminile: cause e terapia iStock

L’incontinenza urinaria viene definita come la perdita involontaria di urina, tale da determinare un disagio psicofisico alla persona, con conseguenti problemi igienici, economici e sociali.

Spesso la perdita si associa a eventi fisiologici come un colpo di tosse o uno starnuto, ma può presentarsi anche come un impellente bisogno di urinare sorto all’improvviso, oppure si può trattare di incontinenza mista, che si può manifestare sia per sforzo che per urgenza.

Le cause sono diverse, gravidanza e parto sono tra le principali, anche se, una volta partorito, il problema è reversibile. Tuttavia, le donne che hanno sofferto di incontinenza durante la gravidanza hanno maggiori possibilità di diventare incontinenti con il passare degli anni.

Interventi chirurgici in zona pelvica sono spesso correlati al problema, così come situazioni di sovrappeso e obesità per l’indebolimento della muscolatura. La stipsi, la tosse, alcuni disturbi neurologici e le infezioni urinarie hanno un ruolo nell’insorgenza di questa condizione, così come la menopausa, a causa dei cambiamenti ormonali.

La diagnosi è di pertinenza dell’urologo, che può prescrivere degli accertamenti per un corretto inquadramento clinico, diagnostico e terapeutico, come la cistoscopia (esame endoscopico della vescica) e l’urodinamica (indagine che serve per valutare la funzionalità del basso tratto urinario).

La terapia dell’incontinenza urinaria può essere di tipo riabilitativo, farmacologico o chirurgico.

La terapia riabilitativa consiste in esercizi specifici mirati a rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico e lo sfintere urinario.

I farmaci utilizzati sono diversi, ricordiamo ossibutinina, cloruro di trospio e tolterodina.

Da parte sua, la donna può prendersi cura dei genitali e del perineo scegliendo detergenti blandi, neutri o leggermente alcalini, non profumati, per lavarsi, evitando bagni troppo caldi, utilizzando creme protettive per esempio a base di zinco e asciugando la pelle mediante tamponamento, senza sfregare.

Pubblicato il: 12-01-2021
Di:
FONTE : Istituto Auxologico Italiano

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