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Dottore, prima o dopo i pasti?

Quante volte abbiamo avuto dei dubbi su come assumere un farmaco?

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Dottore, prima o dopo i pasti? iStock

Le interferenze con il cibo riguardano solo i farmaci assunti per via orale, in quanto sono gli unici che seguono lo stesso percorso degli alimenti; neppure quelli assunti per via sublinguale sono interessati, poiché vengono rapidamente assorbiti direttamente nella circolazione sanguigna. L’assorbimento dei farmaci avviene a livello intestinale, dopo che la compressa o capsula è stata disgregata nello stomaco. Se il farmaco è sotto forma liquida, come ad es. gocce o sciroppo, questa fase non è necessaria. Esistono in commercio anche formulazioni gastroresistenti, destinate a sciogliersi solo nell’intestino. Una volta assorbito, attraverso il sangue il medicinale sarà trasportato al suo luogo d’azione. In teoria qualsiasi farmaco potrebbe subire interazioni con gli alimenti, ma nella stragrande maggioranza dei casi questo avviene senza rappresentare un pericolo. Per quanto riguarda gli antinfiammatori, normalmente se ne consiglia l’assunzione a stomaco pieno, a causa della loro nota gastrolesività, fatta eccezione per gli inibitori selettivi della COX 2 (etoricoxib, celecoxib), che possono essere assunti con o senza cibo. Il paracetamolo va assunto preferibilmente lontano dai pasti, così come molti antistaminici. In entrambi i casi è sconsigliabile l’assunzione di alcolici. Nel caso delle statine (ipolipemizzanti) l’assunzione con i pasti migliora l’assorbimento. Il liquido più adatto per inghiottire un farmaco è l’acqua, in grande quantità per evitare l’adesione del farmaco all’esofago e per facilitare la dissoluzione della compressa nello stomaco. Da evitare è invece il succo di pompelmo, in quanto alcuni suoi componenti sono in grado di interagire con gli stessi enzimi che metabolizzano i farmaci, modificandone gli effetti. Tra i medicinali interessati a questa interazione ricordiamo i calcioantagonisti (farmaci per il cuore), le benzodiazepine triazolam e midazolam, molto usate come ipnotici, la ciclosporina, utilizzata per evitare il rigetto nei soggetti trapiantati e in alcune malattie croniche. Chi è in terapia con anticoagulanti, come il warfarin, deve invece limitare l’assunzione di cibi ricchi di vit. K (spinaci, lattuga, broccoli, cavolo, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, pesce, aglio) per una possibile riduzione dell’efficacia dell’anticoagulante. Molti antibiotici (penicilline, chinoloni, cefalosporine, macrolidi, tetracicline) vanno assunti a stomaco vuoto. Teniamo presente che con questa espressione non si intende poco prima di mangiare, ma almeno un’ora prima o due ore dopo il pasto. È bene evitare l’assunzione contemporanea di alimenti ricchi di calcio (latte, yogurt) e ferro, e di antiacidi, in quanto sequestrerebbero la molecola dell’antibiotico riducendone l’attività. Chi assume ACE-inibitori, contro l’ipertensione, dovrebbe limitare i cibi ricchi di potassio, come le banane, le arance ed altri vegetali. Caso particolare è poi quello dei farmaci contro l’osteoporosi (alendronati), che vanno assunti al mattino, con acqua semplice, dopo essersi alzati dal letto, almeno mezzora prima di introdurre qualsiasi alimento, bevanda o farmaco, per non compromettere l’assorbimento dell’alendronato. Preferibilmente a digiuno anche i farmaci per l’ipotiroidismo, il diuretico furosemide e la digossina. Sempre molta attenzione va rivolta inoltre all’introduzione di bevande alcoliche, soprattutto se si stanno assumendo farmaci attivi sul sistema nervoso centrale. Ricordiamo sempre però che le sedi giuste per parlare di questo argomento, così importante per la nostra salute, sono l’ambulatorio medico e la farmacia.

Pubblicato il: 31-12-2020
Di:
FONTE : Agenzia Italiana del Farmaco

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