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Parliamo di doping

Sul diuretico che prendiamo abitualmente notiamo la scritta doping. Significa che ci stiamo dopando?

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A volte compare sulle scatolette dei medicinali uno strano simbolo rosso, chiaramente di divieto, con all’interno la scritta DOPING. Questo significa che chi assume questi farmaci si sta dopando? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza alla luce del Decreto ministeriale che ogni anno viene aggiornato. Purtroppo, molto frequentemente sentiamo alla televisione di quel calciatore o di quel ciclista che sono stati squalificati per l’uso di sostanze dopanti, ma questo fenomeno non riguarda solo l’etica sportiva, ma anche la salute pubblica. 

Come si può definire il doping? 

Sul sito del Ministero della salute leggiamo: Costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. 

Quindi, non solo ci sono sostanze proibite, ma anche metodi vietati. Ad esempio, non si possono mettere in atto processi che aumentino artificialmente il contenuto di globuli rossi del sangue, quindi niente trasfusioni, se non per comprovati motivi di salute, e niente eritropoietina (più nota come EPO). Quest’ultima è un ormone glicoproteico normalmente prodotto dall’organismo, che stimola la proliferazione e la maturazione degli eritrociti (globuli rossi) del sangue. Ovviamente, l’aumento di questi ultimi aumenta l’apporto di ossigeno dal sangue ai tessuti, e dunque migliora la prestazione sportiva. Se invece un paziente è affetto da insufficienza renale cronica, dovrà assumere l’EPO per sopperire alla sua carenza, poiché la produzione di eritropoietina avviene principalmente a livello renale, ma nello sportivo, che invece ne ha già a sufficienza, la somministrazione di EPO comporta rischi non trascurabili per la salute, dovuti all’aumento di viscosità del sangue e della pressione arteriosa, tra cui eventi tromboembolici e infarto del miocardio. Ecco perché l’uso terapeutico dei medicinali dopanti non solo è consentito, ma auspicato, mentre l’uso improprio conduce a conseguenze anche pesantissime. Pertanto, se il medico prescrive e ci spiega come usare un farmaco su cui compare il temibile bollino rosso, non preoccupiamoci, non è rivolto a noi.

Pubblicato il: 19-12-2020
Di:
FONTE : Ministero della Salute

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