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La gotta: cosa mangiare?

Attacchi improvvisi di dolore, gonfiore e arrossamento delle articolazioni. Frequentemente è colpita l'articolazione dell'alluce, ma possono essere interessati anche dita, polsi, gomiti e ginocchia

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La gotta: cosa mangiare? iStock

Non si tratta certo di una malattia moderna: chi non ha mai visto un quadro dell’ottocento raffigurante un anziano e robusto gentiluomo con un piede fasciato appoggiato su un morbido cuscino sopra un piano rialzato? Da un punto di vista scientifico la gotta è caratterizzata da un aumento dei valori di acido urico circolante e da un accumulo di cristalli di urato nei liquidi e nelle membrane sinoviali e nei tessuti periarticolari, con conseguenti attacchi di artrite acuta. Si osservano tofi, rigonfiamenti dovuti ad accumuli di cristalli di urato a livello tendineo, sia nei tessuti molli che a livello osseo (visibili ai raggi X). La gotta si può classificare in primaria e secondaria: primaria se è dovuta ad esagerata produzione di acido urico oppure a una sua ridotta escrezione renale; secondaria se si manifesta nel corso di altre patologie (per es. malattie mieloproliferative o nefropatie croniche) o in seguito ad assunzione di farmaci. 

È una malattia tipica dell’età anziana e viene indicata come colpevole l’alimentazione ricca di carne. 

Nella donna l’iperuricemia compare dopo la menopausa, quando cessa l’effetto uricosurico degli estrogeni. 

Oltre alla terapia farmacologica è indispensabile seguire alcune norme dietetiche e comportamentali, tese a correggere squilibri e disordini del metabolismo. L’obiettivo di tali provvedimenti è quello di ridurre l’eventuale sovrappeso, piuttosto frequente in questi pazienti, di riportare alla norma i valori alterati di acido urico per prevenire gli attacchi acuti di artrite gottosa e di correggere dislipidemie e alterazioni metaboliche collegate.  

Alimenti permessi (a basso contenuto di purine)

latte, yogurt;

uova;

formaggi;

pasta, riso e altri cereali (tranne germe di grano e farina integrale);

pane, fette biscottate, crackers;

frutta;

verdura (tranne quella elencata sotto);

preferire acqua ricca in bicarbonato per alcalinizzare le urine;

zucchero (compatibilmente con altre patologie concomitanti);

the, caffè (compatibilmente con altre patologie concomitanti);

olio, burro crudo (compatibilmente con altre patologie concomitanti).

Alimenti da consumare con moderazione (a contenuto intermedio di purine)

carni e pollo;

pesce (tranne quello elencato negli alimenti da evitare);

prosciutto e salumi in genere;

verdure: asparagi, spinaci, cavolfiore, funghi, legumi (piselli, lenticchie, fagioli).

Alimenti da evitare (a elevato contenuto di purine) e alcol

lepre, selvaggina in genere;

aringhe, acciughe, sardine e crostacei;

fegato, animelle, cuore, cervello, rognone;

estratto di carne;

alcolici.

Pubblicato il: 06-11-2020
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

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