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Additivi alimentari: sono sicuri?

Negli ultimi decenni l'uso degli additivi si è notevolmente esteso

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Additivi alimentari: sono sicuri? iStock

Gli additivi alimentari non sono alimenti, ma sostanze che vengono aggiunte ai prodotti alimentari con diverse funzioni, come colorare, aromatizzare, dolcificare o conservare.

Il Regolamento (CE) n. 1333/2008 (testo consolidato al 2017) definisce additivo alimentare qualsiasi sostanza abitualmente non consumata come alimento in sé e non utilizzata come ingrediente caratteristico di alimenti, con o senza valore nutritivo, la cui aggiunta intenzionale ad alimenti per uno scopo tecnologico nella fabbricazione, nella trasformazione, nella preparazione, nel trattamento, nell'imballaggio, nel trasporto o nel magazzinaggio degli stessi, abbia o possa presumibilmente avere per effetto che la sostanza o i suoi sottoprodotti diventino, direttamente o indirettamente, componenti di tali alimenti.

Oggi gli additivi sono usati frequentemente, anche se la loro origine è antica. Un tempo, tuttavia, il loro utilizzo non era privo di rischi, in quanto non venivano rispettati i trattamenti necessari per assicurarne la salubrità.

Oggi le cose stanno diversamente e, nonostante la parola additivi possa originare diffidenza nel consumatore, dobbiamo considerare che molti additivi sono costituenti naturali di alimenti, come l’acido citrico, la lecitina, le pectine, i tocoferoli, che si tratta di sostanze ampiamente studiate e documentate sotto il profilo tossicologico e che il loro uso è costantemente sotto il controllo di Organizzazioni internazionali e nazionali.

Per alcuni di essi è fissata una dose giornaliera, cioè la quantità di additivo che può essere ingerita giornalmente, attraverso la dieta, senza che compaiano effetti indesiderati.

Nella preparazione e conservazione degli alimenti è autorizzato l’impiego solo degli additivi identificati con un codice europeo, costituito dalla lettera E e un numero progressivo e raggruppati a seconda della loro funzione.

Le etichette dei prodotti devono riportare la funzione svolta dall'additivo (per esempio, colorante o conservante) seguita dalla sostanza specifica usata (per esempio E100 o curcumina). La curcumina in etichetta, quindi, sarà indicata come colorante: curcumina oppure colorante: E100.

Finora, le ricerche non hanno mostrato, in generale, una correlazione tra lo sviluppo di tumori e il consumo di additivi in quantità limitate, a parte il caso dei nitriti e i nitrati usati come conservanti (per esempio contro il botulino) e per aggiungere colore e sapore a carne e insaccati. Essi, infatti, a causa delle modificazioni che possono subire all'interno dell'organismo, possono convertirsi in sostanze note come nitrosammine, alcune delle quali sono cancerogene.

Alcune regole generali per non avere problemi:

-       Mangiare in modo limitato insaccati, carni lavorate e in scatola

-       Leggere sempre l’etichetta e preferire cibi non particolarmente ricchi di additivi

-       Se possibile, preferire i cibi freschi.

Pubblicato il: 21-10-2020
Di:
FONTE : Ministero della Salute - ISS

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