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Malattie dell'infanzia: la sesta malattia

Colpisce prevalentemente i bimbi tra i 6 mesi e i 2 anni di età

3.5 di 5

La sesta malattia, causata da un herpes virus, è così definita perché è stata la sesta malattia esantematica, in ordine cronologico, a essere identificata.

È contraddistinta da febbre altamalessere generalecongiuntiviteinappetenza, che di solito compaiono prima delle macchie. Successivamente, dopo 3-5 giorni, compare un esantema di colore rosa tenue sul tronco e alla radice del collo, con macchie generalmente piatte, grandi 2-3 millimetri, che poi si estendono anche alle altre parti del corpo, per pochi giorni. Attorno ad esse compare un alone biancastro e, spesso, se toccate, anche le macchie stesse diventano bianche. Di solito, durano al massimo 48 ore, scomparendo successivamente senza causare alcuna desquamazione della pelle né sensazione di prurito.

La sesta malattia è contagiosa, il virus si trasmette attraverso il naso e la bocca, con le goccioline di saliva, o tramite contatto con oggetti o superfici contaminati. Non si sa quanto a lungo resti contagiosa, ma probabilmente il bambino ammalato resta infetto durante tutta la durata della malattia, compreso il periodo che precede la comparsa delle macchie sulla pelle. 
La sesta malattia non ha un andamento stagionale e di solito non dà grossi problemi, ma tende a risolversi spontaneamente nell’arco di una settimana.

Non ci sono terapie specifiche, il riposo (non forzato, se il bambino vuole alzarsi, può farlo) e l’abbondante idratazione sono fondamentali. Per la febbre, si possono somministrare dei normali antipiretici, come il paracetamolo o l’ibuprofene, dietro consiglio del medico.

È importante anche adottare qualche precauzione, come per esempio fare in modo che il piccolo si lavi spesso le mani, che utilizzi dei fazzoletti usa e getta e che non condivida con altri posate, piatti o altri oggetti.

La malattia è solitamente benigna, ma se dovessero comparire convulsioni febbrili o altri sintomi non previsti, bisogna rivolgersi immediatamente al medico.

Pubblicato il: 01-10-2020
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

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