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Terza età: qualche consiglio di alimentazione

Non esiste una dieta speciale per l'anziano, esiste un tipo di alimentazione che tenga conto delle modificazioni fisiologiche sopraggiunte con la terza età

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Terza età: qualche consiglio di alimentazione iStock

L’anziano va spesso incontro a malnutrizione, per diversi motivi: consuma pasti più ridotti, perché ha poco appetito e, ancor peggio, introduce pochi liquidi perché non ha sete, o ancora per motivi economici.

Il metabolismo basale rallenta e l’attività fisica si fa più moderata, ma l’apporto di nutrienti deve essere corretto, per evitare carenze. Le proteine sono indispensabili per garantire l’apporto di sostanze plastiche utili per prevenire il decadimento dei tessuti. Almeno una parte di queste proteine dovrebbe essere di origine animale, derivate dalla carne e dal pesce, dalle uova e da latte e formaggi; da ricordare che le proteine contenute nei legumi (fagioli, piselli, lenticchie, ceci) hanno un ottimo valore biologico. In caso di problemi renali o di gotta sarà il medico a consigliare la quota proteica ideale. L’introduzione dei grassi andrebbe invece controllata, sia per evitare un super lavoro del fegato, sia per non aumentare i livelli di colesterolo e trigliceridi del sangue, con conseguente rischio di aterosclerosi. Bene l’olio di origine vegetale, oliva e semi (non vari), a crudo, che apporta acidi grassi essenziali, mentre decisamente da limitare il burro. Gli zuccheri contenuti nel pane, nella pasta, nelle patate (amidi) sono da preferire agli zuccheri semplici (per tutti, non solo per i diabetici). Essenziale, poi, l’apporto di acqua; gli anziani sentono meno la sete e, a volte per pigrizia, a volte perché ritengono di sentirsi gonfi o di correre il rischio dell’incontinenza urinaria, bevono poco. Questo è un errore comune, da evitare perché i liquidi idratano la pelle, stimolano la diuresi, ammorbidiscono le feci facilitando l’evacuazione. Chi fa fatica a bere acqua, può sostituirla con tisane, succhi di frutta, latte (per chi lo digerisce) e, perché no, va bene anche un bicchiere di vino al pasto, se si è abituati. Da evitare invece i superalcolici. Per le vitamine e i sali minerali, ottime la verdura e la frutta fresche; anche un dolce ogni tanto può far parte di una dieta equilibrata, purché non si abbiano problemi di glicemia e sia un’eccezione e non la regola.

Sono poco indicati gli alimenti ricchi di sale, da usare con moderazione anche nella preparazione delle pietanze. 

I pasti di regola sono tre: la colazione, che deve comprendere qualcosa di più di un semplice caffè, a seconda dei gusti, il pranzo, il pasto principale, e la cena, che deve essere leggera per evitare una digestione laboriosa che si concilia male con il sonno; indicato anche fare un paio di spuntini leggeri, magari a base di frutta, a metà mattino e a metà pomeriggio. 

Pubblicato il: 11-11-2020
Di:
FONTE : Fondazione Veronesi

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