Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Salute

Aerosol terapia in pediatria

È un trattamento adottato per mantenere pulite le vie respiratorie e la somministrazione richiede un parere medico

3.5 di 5
Aerosol terapia in pediatria iStock

Per aerosol si intende un sistema colloidale in cui particelle solide o liquide sono sospese in un gas, normalmente una soluzione di un farmaco che può essere somministrata come spray o nebulizzazione. Tanto più le particelle sono piccole, meglio sedimentano a livello dei bronchi e degli alveoli, se sono più grandi si localizzano perlopiù a livello di faringe e trachea. Questa via di somministrazione consente al medicinale di raggiungere il suo luogo d’azione saltando il passaggio epatico, che potrebbe inattivarlo a causa dei sistemi enzimatici. Permette inoltre di minimizzare gli effetti collaterali: ad esempio un cortisonico somministrato per bocca può dare disturbi gastrici e, alla lunga, problemi ben più gravi, mentre la terapia locale permette di assorbire il farmaco solo là dove occorre senza grossi rischi. I nebulizzatori non sono però tutti uguali, si dividono in due categorie: nebulizzatori meccanici o pneumatici con compressore e sistemi a ultrasuoni. I primi sono gli apparecchi tradizionali, che negli ultimi tempi sono stati perfezionati, e sono costituiti da un compressore che può funzionare a membrana o a pistone, e dal nebulizzatore vero e proprio. Il flusso d’aria, ad alta pressione e velocità, prodotto dal compressore viene spinto all’estremità dell’ampolla contenente il farmaco da nebulizzare: il liquido viene così ridotto in particelle che vengono inalate, a seconda della necessità, attraverso il naso, la bocca o entrambi mediante l’utilizzo dell’apposita mascherina. 

L’apparecchio a pistone produce particelle più piccole rispetto a quello a membrana, e la scelta fra i due è condizionata dal tipo di patologia che si va a curare: preferire il nebulizzatore a membrana, che genera particelle di  nebulizzato da 1 a 10 micron,  nel caso di affezioni delle prime vie respiratorie e di otiti acute o croniche, in quest’ultimo caso sarà indicato anche un apparecchio a pistone, da scegliere se curiamo le vie aeree inferiori poiché in grado di produrre particelle di dimensioni da 0,5 a 0,8 micron.

nebulizzatori ad ultrasuoni funzionano sul principio di una vibrazione di cristalli di quarzo che disgrega il liquido in minutissime particelle e hanno il vantaggio di una minore rumorosità, compattezza delle dimensioni, maggiore rapidità di nebulizzazione, inoltre sono indicati un po’ per tutte le patologie. Presentano però anche alcuni svantaggi: costano di più, si rompono più facilmente e le particelle hanno dimensioni meno omogenee di quelle prodotte dagli apparecchi pneumatici. Inoltre sono sconsigliati per la nebulizzazione di alcuni farmaci, come ad esempio la flunisolide.

Fare l’aerosol a un bambino, specie se piccolo, non è sempre facile: il rumore della macchinetta e la mascherina possono infastidirlo, inoltre i tempi sono di solito piuttosto lunghi.

I genitori devono quindi escogitare qualcosa per distrarlo, per esempio la visione di un cartone animato oppure un gioco che lo impegni, facendogli dimenticare il fastidio e i rumori della terapia.

Se il bambino manifestasse una reazione avversa, come per esempio mal di testa, nausea o vomito, è necessario interrompere la terapia e consultare il pediatra.

Pubblicato il: 22-09-2020
Di:
FONTE : Ospedale pediatrico Bambino Gesù

© 2020 sanihelp.it. All rights reserved.