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Novità sull'ipercolesterolemia

Evinacumab può ridurre il colesterolo cosiddetto cattivo

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Novità sull'ipercolesterolemia iStock

Il New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati definitivi dello studio ELIPSE HoFH, dal quale risulta che evinacumab ha ridotto i livelli di colesterolo legato a lipoproteine a bassa densità (C-LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo) di quasi la metà in pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote (homozygous familial hypercholesterolaemia, HoFH).

Il C-LDL era ridotto di almeno il 50% nel 56% dei pazienti trattati con evinacumab e nel 5% dei pazienti di controllo.

Anche quando trattati con terapie ipolipemizzanti standard, come le statine e gli inibitori della proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 (PCSK9), molti pazienti con HoFH continuano ad avere livelli elevati di C-LDL.

Il farmaco è un anticorpo monoclonale completamente umano, abbastanza ben tollerato senza effetti collaterali gravi.

«L’HoFH è caratterizzata da una malattia cardiovascolare prematura causata da livelli marcatamente elevati di colesterolo LDL. Questo disturbo è associato a varianti genetiche che determinano un'attività del recettore LDL virtualmente assente (null-null) o ridotta (non-null)» spiega Frederick J. Raal, dell’University of the Witwatersrand, Johannesburg (SudAfrica).

«È noto che i livelli di colesterolo LDL predicono il rischio cardiovascolare, e il beneficio cardiovascolare dalle terapie ipolipemizzanti è proporzionale alla riduzione assoluta del livello di colesterolo LDL» aggiunge Raal. 

Secondo gli esperti, l’efficacia e la sicurezza di evinacumab rappresentano un deciso passo avanti nella terapia dell’ipercolesterolemia.

Pubblicato il: 07-09-2020
Di:
FONTE : Pharmastar

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