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Coronavirus: tampone, test rapido o sierologico?

Sono le armi per scovare il virus. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi

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Coronavirus: tampone, test rapido o sierologico? iStock

Il tampone nasofaringeo è considerato l’esame standard per individuare i soggetti infettati dal virus. Viene eseguito tramite un bastoncino, una specie di cotton fioc, che viene inserito nella bocca e nel naso, strofinando leggermente sulle mucose del faringe posteriore, infilando il tampone in bocca fino ad arrivare nei pressi delle tonsille per il tampone faringeo, e del naso, infilando il tampone in una narice e procedendo fino a raggiungere la parete posteriore del rinofaringe.

L’esecuzione del test è piuttosto semplice, ma non può essere effettuata da chiunque: viene eseguita da personale specializzato, protetto da guanti e mascherina, con occhiali e camice monouso, per garantire la massima sicurezza al paziente e all’esecutore del test.

Poi il campione sarà analizzato in laboratori del servizio sanitario nazionale per individuare l’RNA virale, sia nei sintomatici, sia nei portatori asintomatici. Il test non è invasivo e può essere eseguito a chiunque, senza distinzioni di età.

Ultimamente, a causa dell’aumento del numero dei contagiati, si eseguono moltissimi tamponi, e c’è stata qualche lamentela sui tempi di consegna dei risultati, che di solito dovrebbe avvenire in 24-48 ore, ma sembra che siano molto più lunghi.

Ci sono poi i test rapidi, che si effettuano sempre con tampone, ma danno risposta in mezz’ora circa in quanto la ricerca verte sugli antigeni, cioè le proteine del virus, nelle secrezioni respiratorie. Questi test non vengono considerati affidabilissimi, ma sono comunque utili per eseguire screening di massa.

Esistono anche i test rapidi al polpastrello, che si eseguono pungendo un dito ed estraendone una goccia di sangue. Sono molto rapidi e danno il risultato in un quarto d’ora, ma non sono considerati affidabilissimi.

Infine, i test sierologici non danno informazioni sulla presenza attuale del virus, ma dicono se la persona è positiva o è stata infettata in passato, mediante la rilevazione nel sangue di anticorpi che vengono sviluppati da chi è entrato in contatto con il virus.

Da tenere presente che la negatività al test sierologico non esclude l’infezione in fase precoce, esiste pertanto il rischio che il soggetto, pur risultando negativo a questo test, sia comunque contagioso.

Pubblicato il: 04-09-2020
Di:
FONTE : Agi Salute

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