Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Salute

Covid 19: speranze da un vaccino

I primi risultati confermano una forte risposta immunitaria

3.5 di 5

Il vaccino, sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con l’Università di Oxford, ha generato buone risposte immunitarie ed è stato ben tollerato, in uno studio condotto su circa 1000 pazienti, pubblicato su The Lancet. Si tratta quindi di risultati molto promettenti, anche se ancora in fase preliminare. 

I ricercatori spiegano che il vaccino «induce una consistente risposta da parte di cellule T e anticorpi, e la risposta immunitaria potrebbe essere anche più forte dopo una seconda dose», in base ai risultati di uno studio clinico su un piccolo numero di partecipanti, circa 10 persone.

I livelli di anticorpi neutralizzanti rilevati nei pazienti che hanno ricevuto una o due dosi di vaccino erano in un intervallo simile a quello osservato nei pazienti in convalescenza da Covid 19.

Il vaccino si basa su un virus che causa il comune raffreddore negli scimpanzé, modificato geneticamente per renderlo più simile al SARS-COV 2.

La concentrazione di cellule T, che fanno parte del sistema immunitario e sono in grado di identificare le cellule infette e di distruggerle, aumentano nei volontari sani, raggiungendo il picco dopo due settimane dall’inoculazione del vaccino, mentre i livelli di anticorpi raggiungono il picco dopo 28 giorni.

La durata dello studio non ha permesso di comprendere bene quanto possa durare la risposta immunitaria, di certo risultava presente fino a 56 giorni dopo la somministrazione del vaccino. 

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, non se ne sono presentati di gravi, anche se circa il 70% dei pazienti ha accusato febbre e mal di testa.

Andrew Pollard, ricercatore capo dell'Oxford Vaccine Trial all'Università di Oxford e co-autore della sperimentazione, ha detto: «Questi primi risultati sono estremamente promettenti e crediamo che il tipo di risposta immunitaria possa essere protettivo contro SARS-COV 2. Lo studio ha mostrato che il 90% dei volontari ha sviluppato anticorpi neutralizzanti dopo una dose, solo 10 hanno ricevuto una seconda dose e l'effetto è stato lo stesso».

Gli ultimi studi sono attualmente in corso nel Regno Unito, in Brasile e in Sudafrica e dovrebbero iniziare negli Stati Uniti.

I risultati chiariranno come il vaccino proteggerà dalla malattia e misureranno la sicurezza e la risposta immunitaria nelle diverse fasce d'età e a varie dosi.

Pubblicato il: 28-07-2020
Di:
FONTE : Pharmakronos

© 2020 sanihelp.it. All rights reserved.