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Agenzia del Farmaco: attenzione ai liquidi di contrasto

L'AIFA riceve regolarmente segnalazioni di reazioni di ipersensibilità ai liquidi di contrasto

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Agenzia del Farmaco: attenzione ai liquidi di contrasto iStock

Alcuni esami diagnostici richiedono l’utilizzo di un mezzo di contrasto, per rendere evidenti dettagli di organi che altrimenti non sarebbero visibili. Queste sostanze non devono essere confuse con i radiofarmaci impiegati in medicina nucleare.

Può capitare che si abbiano eventi di ipersensibilità che, seppure raramente, possono avere esiti gravi e a volte fatali.

Per questo l’Agenzia Italiana del Farmaco, con una sua comunicazione, ha richiamato l’attenzione degli operatori sanitari che seguono esami diagnostici con mezzi di contrasto sulle precauzioni da osservare e le procedure da seguire.

Il documento è condiviso con la Società Scientifica Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (Sirm). Il rischio di manifestazioni allergiche o simil-allergiche esiste indipendentemente dalla quantità di sostanza somministrata, si legge. Queste reazioni sono infatti imprevedibili, si possono manifestare sia in pazienti che non hanno mai ricevuto prima un liquido di contrasto che in pazienti che sono già stati esposti precedentemente e, in assenza di un trattamento immediato, possono comportare pericolo di vita.

I medici che prescrivono l’utilizzo di queste sostanze devono informare i pazienti di questi rischi, in particolare gli asmatici non controllati da terapia e coloro che hanno manifestato reazioni precedenti.Non costituiscono fattori di rischio la pregressa reazione allergica a molluschi, crostacei, pesci o altri alimenti, polveri, metalli e altre categorie di farmaci.

Non esistono segnalazioni di reazioni crociate tra mezzi di contrasto, il fatto di essere allergici a una sostanza non implica che lo si debba essere a un’altra.

Dopo la somministrazione di un mezzo di contrasto, i pazienti devono essere tenuti sotto stretta osservazione, per rilevare segni e sintomi di reazioni di ipersensibilità, almeno per i 30 minuti successivi all’esame, e vanno avvisati della possibilità di reazioni tardive che si possono presentare fino a 7 giorni dopo la somministrazione della sostanza, normalmente di tipo orticarioide. 

Pubblicato il: 14-07-2020
Di:
FONTE : Agenzia Italiana del Farmaco

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