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Olio di palma: è davvero pericoloso?

Ultimamente se ne parla molto: c'è chi lo ha bandito dalla propria alimentazione (o almeno ci ha provato)

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Olio di palma: è davvero pericoloso? iStock

L'olio di palma, che deriva dalla polpa del frutto della palma da olio, è un grasso solido a temperatura ambiente. Se non viene raffinato, ha un colore arancione, a causa del suo contenuto in betacarotene, precursore della vitamina A.

È molto impiegato nell'industria alimentare e contiene una percentuale di acidi grassi saturi superiore rispetto alla maggior parte degli altri grassi usati in alimentazione, come per esempio l'olio di semi di girasole e l'olio di soia. Ricordiamo che gli acidi grassi saturi sono pericolosi per la salute del cuore e delle arterie.

È così largamente impiegato nei prodotti alimentari in quanto, proprio per la prevalenza di acidi grassi saturi, contribuisce a conferire gusto, friabilità e croccantezza ed è più resistente ai processi di ossidazione e irrancidimento.

Alcuni studi rilevano che questo olio, a temperature molto elevate, può sviluppare sostanze genotossiche, che possono cioè modificare il patrimonio genetico delle cellule, quindi teoricamente aumentare il rischio di sviluppare tumori.

Tuttavia, nessun alimento è tossico di per sé, ma solo consumarne in eccesso può creare effetti negativi sulla salute. Con la normale alimentazione è ben difficile raggiungere concentrazioni pericolose di olio di palma o di altri ingredienti.

L’olio di palma è in discussione anche per l’impatto ambientale, in quanto la sua coltivazione è considerata poco sostenibile.

Concludendo, una dieta varia e bilanciata, con un limitato consumo di grassi saturi, è la cosa più salutare.

Per quanto riguarda nello specifico l’olio di palma, è consigliabile non abusare di cibi che lo contengono, ma non è necessario eliminarlo completamente.

Pubblicato il: 10-07-2020
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità – AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro)

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