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L'importanza dei vaccini

L'International Coalition of Medicines Regulatory Authorities (ICMRA) ha redatto dichiarazioni sull'importanza e la sicurezza dei vaccini

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I vaccini sono farmaci biologici che hanno lo scopo di stimolare le difese immunitarie dell’organismo nei confronti di malattie infettive. Si acquisisce così l’immunità attiva.

Ma cosa contengono i vaccini?

Possono contenere microrganismi, come batteri o virus, opportunamente inattivati o uccisi in maniera tale da riuscire a stimolare il sistema immunitario senza però causare la malattia, o parti di questi microrganismi (antigeni) o sostanze da essi prodotte (tossine), rese sicure ed efficaci. Oltre alle sostanze attive, alcuni vaccini contengono sostanze adiuvanti, cioè in grado di facilitare un’adeguata risposta del sistema immunitario con minori quantità di antigene, e in alcuni casi conservanti e stabillizzanti.

I vaccini possono fornire una protezione individuale, come per esempio il vaccino antitetanico, per le malattie non trasmissibili da persona a persona, o una protezione individuale e della comunità per le malattie trasmissibili, come per esempio il morbillo.

L'infezione si diffonde tra le persone quando un infetto entra in contatto con un soggetto sensibile. Se il numero di persone immuni supera un valore soglia la trasmissione si arresta: questo si verifica prima del raggiungimento di una copertura vaccinale del 100%. La percentuale di individui immuni in una popolazione sopra la quale una malattia non si propaga è la cosiddetta soglia dell'immunità di gregge

I vaccini si possono classificare, a seconda delle componenti attive contenute, in monocomponenti o monovalenti (un solo antigene), cioè in grado di prevenire una sola malattia, e in multicomponenti o multivalenti (più antigeni), per la prevenzione di più malattie con una sola somministrazione.

La via di somministrazione può essere intramuscolare, sottocutanea o orale.

Per sviluppare un vaccino sono previsti diversi step, in quanto si tratta di un processo lungo ed elaborato, che parte dalla approfondita conoscenza del microrganismo contro il quale si vuole agire.

Gli studi iniziali vengono effettuati in vitro, cioè in laboratorio, dopo di che si passa alla sperimentazione preclinica che include studi in vitro e su modelli animali. In seguito verrà avviata la fase clinica preliminare sull’uomo.

A questo punto, inizia il percorso di sperimentazione clinica che prevede quattro fasi: le prime tre precedono l’autorizzazione all’immissione in commercio e la quarta viene condotta quando il vaccino è già disponibile sul mercato.

Ricordiamo che i vaccini sono una risorsa preziosa per i cittadini e per i sistemi sanitari per l’immunizzazione contro le malattie infettive prevenibili. 

Pubblicato il: 29-06-2020
Di:
FONTE : Agenzia Italiana del Farmaco

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