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Lockdown, problemi per le persone con epilessia

Durante il periodo di isolamento forzato, molti pazienti hanno riscontrato un peggioramento dei sintomi

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Lockdown, problemi per le persone con epilessia iStock

Risulta da un sondaggio condotto dalla LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia) su circa 1000 persone, che ha monitorato lo stato di salute e di benessere delle persone affette da epilessia durante la pandemia di Covid-19. 

Quasi il 20% dei pazienti ha manifestato peggioramento dei propri sintomi durante la quarantena. 

Inoltre, la sospensione delle visite ha creato difficoltà nel gestire la malattia a quasi 1 paziente su 2.
L’aumento dei disturbi è stato più evidente nelle persone che assumono più farmaci e con scarsa qualità del sonno. Molti pazienti hanno infatti riferito di avere avuto problemi del sonno durante il lockdown e diversi hanno aggiunto di avere sofferto di disturbi depressivi e di ansia.

«In questo periodo di difficoltà - spiega il Prof. Oriano Mecarelli, Dipartimento di Neuroscienze Umane presso La Sapienza di Roma e Presidente LICE - la consueta assistenza ai pazienti è stata fortemente ridotta a causa della crisi sanitaria che ha investito il Paese. Abbiamo voluto verificare, quindi, attraverso un questionario, lo stato di salute fisica e psicologica delle persone affette da epilessia in questo periodo. I risultati emersi obbligano a una presa di coscienza da parte dei neurologi che, oggi più di ieri, sono chiamati a valutare, oltre all’evoluzione della malattia e al successo di una terapia, anche aspetti altrimenti sottovalutati, come ad esempio la scarsa qualità del sonno. Da questi dati, infatti, emerge come i disturbi del sonno, da lievi a moderati, rappresentino un fattore di rischio per il peggioramento dei sintomi, soprattutto nelle forme gravi di epilessia».
Quasi tutti i pazienti hanno continuato a seguire regolarmente le terapie anche durante la quarantena, ma molti hanno riferito di avere avuto problemi nella gestione della malattia a causa della mancanza di assistenza sanitaria, in quanto non hanno potuto eseguire i controlli previsti proprio nel periodo di lockdown.
Per fortuna però gli strumenti tecnologici moderni, come Whatsapp, sms, e-mail e naturalmente il telefono, hanno permesso di contattare il medico per consigli e prescrizioni.
 

Pubblicato il: 19-05-2020
Di:
FONTE : Pharmastar

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