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Verità e bufale sulla vitamina C

Vitamina idrosolubile, che si scioglie in acqua, di cui sono molto ricchi i vegetali

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Verità e bufale sulla vitamina C iStock

La vitamina C, o acido ascorbico, non viene prodotta dall’organismo, ma deve essere regolarmente assunta attraverso l’alimentazione.

Tra le fonti principali di vitamina C ci sono il ribes nero, i peperoni, i pomodori, i kiwi, le fragole, gli agrumi, le verdure a foglia larga come lattuga, radicchio e spinaci.

Questa vitamina teme il calore, quindi viene persa in caso di cottura dell’alimento che la contiene; quindi questi cibi vanno consumati freschi e crudi, o poco cotti.

La vitamina C partecipa a molte reazioni metaboliche e alla biosintesi di aminoacidi, ormoni steroidei e collagene, proteina importante per la struttura e la funzionalità di molti tessuti, tra cui pelle, cartilagine e tessuto muscolare.

Inoltre favorisce l’assorbimento del ferro ed è dotata di forte potere antiossidante.

La carenza, oggi difficilmente immaginabile, provoca una malattia detta scorbuto, in passato diffusa tra i marinai che facevano lunghi viaggi in mare cibandosi solo di cibi conservati.

I sintomi dello scorbuto sono apatia, anemia, sanguinamento delle gengive, caduta dei denti, dolori muscolari, fragilità dei capillari e emorragie sottocutanee. 

Il fabbisogno di vitamina C è di 60 mg al giorno (70 in gravidanza).

Quando si ha l’influenza, da sempre si assume vitamina C contro i sintomi del raffreddore. In realtà questa vitaminanon possiede proprietà terapeutiche e quindi non sembra poter prevenire, né curare il raffreddore, tuttavia, rinforzando l’organismo, può accorciare la durata dell’episodio influenzale.

Ultimamente le sono state attribuite proprietà protettive nei confronti dell’infezione da Covid 19: in realtà non vi è nessuna evidenza scientifica che la vitamina C possa in qualche modo prevenire o curare l’infezione da Covid 19 e chi lo sostiene alimenta le cosiddette fake news o bufale.

Data la gravità della situazione che stiamo vivendo, è importante informarsi solo da canali ufficiali evitando di far girare messaggi fasulli sui social.

Pubblicato il: 29-04-2020
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

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