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Salute Il racconto del lockdown

Emergenza Covid-19, chirurghi plastici in prima linea

Pubblicate sul sito della SICPRE le testimonianze degli specialisti in servizio nei reparti di terapia sub-intensiva, alle prese con necrosi dei tessuti e altre lesioni tipiche dei lungo-degenti

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Emergenza Covid-19, chirurghi plastici in prima linea iStock

I chirurghi plastici sono impegnati in prima persona nell'emergenza Covid-19. È quanto emerge dalle testimonianze dei membri della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica SICPRE, progressivamente pubblicate sul sito dell'associazione scientifica.

«Nei giorni scorsi – spiega Francesco d'Andrea, presidente dell'unica società di chirurgia plastica riconosciuta dal Ministero della Salute – abbiamo invitato i nostri soci a scriverci, raccontando come stanno affrontando il lockdown sotto il profilo professionale».

Dalle testimonianze emerge un profilo professionale molto lontano dal cliché della pura estetica. 

«Molti chirurghi plastici stanno prestando servizio come volontari nei reparti in cui sono ricoverati i pazienti affetti da Covid-19 – dice ancora D'Andrea .- La nostra specializzazione è preziosa per migliorare la qualità della vita e delle cure. Infatti, il chirurgo plastico è l'esperto dei tessuti molli e delle ferite difficili, quindi lo specialista a cui i colleghi si rivolgono in caso di piaghe da decubito, necrosi dei tessuti e lesioni come quelle provocate dal protratto impiego del sondino naso-gastrico, come ovviamente avviene in pazienti che rimangono intubati a lungo. Ricevere queste cure il più precocemente possibile è importante, soprattutto per chi ha già avuto un lungo ricovero, per non rendere ancora più lungo e difficile il pieno recupero».

Ancora, in alcune realtà ospedaliere i reparti di chirurgia plastica sono chiamati a fare le veci dei pronto soccorso oberati dal Covid-19 per tutti i casi di traumatologia domestica, da lavoro e da bricolage. Infine, bisogna ricordare che continua l'attività ricostruttiva post-oncologica, soprattutto nei casi di tumore al seno, melanoma e sarcoma. I pazienti devono continuare ad essere curati al

meglio.

Il chirurgo plastico non è (solo) come sembra

«In pochi sanno – riprende d'Andrea - che gli specialisti al lavoro nei reparti Grandi Ustionati sono chirurghi plastici. In pochi sanno che spesso proprio l'intervento di noi plastici permette, dopo la chirurgia ortopedica, di salvare un arto dopo un incidente». Ecco il perché di questa iniziativa lanciata dalla SICPRE: partecipare al racconto collettivo di questo periodo veramente drammatico e... rendere un po' giustizia al chirurgo plastico come figura professionale.

«Tendiamo ad essere unicamente identificati con il lifting, la mastoplastica additiva e il botox – sottolinea D'Andrea -. Ma essere chirurgo plastico è molto di più: il nostro ruolo in prima linea anche in questo momento lo dimostra».

Pubblicato il: 22-04-2020
Di:
FONTE : SICPRE – Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica

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