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Coronavirus: restiamo a casa, per aiutare noi e gli altri

Lo abbiamo sentito tantissime volte, alla televisione, alla radio, dovunque. Ma non sempre facciamo quello che ci viene chiesto

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Coronavirus: restiamo a casa, per aiutare noi e gli altri iStock

Restare a casa: non si tratta di uno slogan, ma di un comportamento responsabile per tutelare la salute di tutti e dare una mano a chi è in prima linea per contrastare questa epidemia di Coronavirus. 

Non dobbiamo viverla come una punizione, perché non lo è. È un modo per collaborare a vincere una battaglia che richiede la collaborazione di tutti, nessuno escluso. Bisogna stare uniti, ma a distanza: solo così potremo farcela. Il nostro comportamento è molto importante e la prudenza è fondamentale.

«Un virus per vivere e replicarsi ha bisogno di cellule, da solo altrimenti non ce la fa - spiega Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità nel corso della conferenza stampa in Protezione civile - Questo è il motivo per cui è così fondamentale prestare la massima attenzione alla prevenzione del contagio interumano. Abbiamo insistito tanto in questi giorni sul concetto della distanza di sicurezza anti-contagio, sul bisogno di abbandonare le nostre consuetudini sociali e affettive come gli abbracci e le strette di mano per andare a interrompere il meccanismo di trasmissione del virus attraverso le goccioline di saliva: questa è infatti la modalità fondamentale di trasmissione dell’infezione virale».

Ma cosa dobbiamo fare esattamente? Cerchiamo di chiarire:

- Uscire di casa solo per andare al lavoro, per motivi di salute e vere necessità. È necessario, in questi casi, compilare un’autocertificazione, ricordando che dichiarare il falso è un reato.

- Evitare ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. 

- Alle persone anziane, o affette da patologie croniche, o immunodepresse, è fortemente raccomandato di non uscire dalla propria abitazione se non per stretta necessità.

- Ai soggetti con sintomi da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5°C) è fortemente raccomandato di rimanere a casa e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante al telefono.

Pubblicato il: 23-03-2020
Di:
FONTE : Ministero della Salute

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