Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Salute

Agorafobia, una condizione di forte disagio

Più conosciuta come paura degli spazi aperti, ma non è proprio così

3.5 di 5
Agorafobia, una condizione di forte disagio iStock

Il termine agorafobia deriva dalla parola greca Agorà, che significa piazza; infatti, in psicologia e psichiatria inizialmente si parlava di persone che avevano paura di recarsi in posti affollati.

In realtà l'agorafobia è più complessa e si può definire come la paura di trovarsi in situazioni da cui non sia possibile fuggire né ricevere aiuto in caso di pericolo

Una persona con questo problema può avere paura a viaggiare sui mezzi pubblici, a visitare un centro commerciale, a uscire di casa per il timore di trovarsi di fronte a situazioni stressanti che potrebbero scatenare i sintomi di un attacco di panico o di una crisi d’ansia: battito del cuore e respiro accelerati, sensazione di caldo con sudorazione, malessere generale.

Succede così che questa persona, nel tentativo di evitare il pericolo di stare male, tende a isolarsi: non esce se non accompagnata, la spesa meglio on line, comportamento che viene definito come elusione del rischio (avoidance).

Miglioramenti significativi si riscontrano sottoponendosi a una cura psicologica. 

Circa un terzo delle persone che soffrono di agorafobia ottiene una guarigione completa. In circa la metà, i disturbi  migliorano anche se in caso di forte stress possono intensificarsi di nuovo. Nonostante le cure, tuttavia, circa un quinto continua ad avere sintomi.

L'agorafobia è due volte più comune nelle donne rispetto agli uomini. Di solito, si manifesta tra i 18 e i 35 anni di età e la sua gravità può variare notevolmente da individuo a individuo.

La terapia può combinare tecniche di rilassamento e farmaci, o solo una delle due cure.

La terapia farmacologica, di solito, consiste nell'impiego dei cosiddetti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come per esempio fluoxetina, paroxetina, sertralina. 

Pubblicato il: 17-03-2020
Di:
FONTE : Istituto Superiore di Sanità

© 2020 sanihelp.it. All rights reserved.