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Emozioni sotto controllo con i fiori di Bach

I fiori di Bach sono rimedi che si ottengono da alcuni fiori, che possono essere assunti singolarmente o in associazione, e costituiscono un rimedio definito floriterapia

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Emozioni sotto controllo con i fiori di Bach iStock

Fu il Dr. Edward Bach, medico britannico, a scoprire le proprietà terapeutiche di alcuni fiori, in particolare a livello delle emozioni e degli stati d’animo.

Egli nacque nel Galles nel 1886, si laureò in medicina e, grazie ai suoi studi, scoprì i 38 rimedi della floriterapia, indicando per ognuno di essi le proprietà e le caratteristiche.

Il meccanismo d’azione non è ancora ben noto, ma si ritiene che i fiori di Bach agiscano sul piano vibrazionale, rispondendo alla richiesta d’aiuto della nostra psiche, attraverso il sistema nervoso.

La floriterapia è una terapia spirituale, ma non ha nulla di magico, in quanto questi fiori, se ben scelti per la problematica di ognuno, sono in grado di ripristinare l’equilibrio e il benessere della persona. I fiori di Bach sono indicati soprattutto nelle situazioni in cui una sofferenza mentale o uno stato d’animo alterato possono indurre la comparsa di manifestazioni morbose anche a livello somatico.

Oltre ai 38 fiori, ognuno dei quali ha le sue indicazioni, come per esempio l’ansia, l’incertezza, la timidezza, l’eccessiva preoccupazione, esiste un rimedio preparato con cinque fiori di Bach, che viene utilizzato in casi di emergenza e in situazioni traumatiche: il Rescue Remedy.

I fiori di Bach si assumono a gocce, in genere 4 gocce per 4 volte al giorno, direttamente in bocca, trattenendo per un minuto prima della deglutizione, a parte il rimedio d’emergenza, che può essere assunto anche ripetutamente, diradando la somministrazione in base al miglioramento del paziente.

La floriterapia trova indicazione anche nel campo animale.

I fiori di Bach non interferiscono con altre terapie e vanno considerati come trattamento complementare ad altre cure. Sono sprovvisti di tossicità.

Pubblicato il: 27-01-2020
Di:
FONTE : Elisa Brambilla

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