Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Salute

Emofilia, la sfida di Nicola

Il suo sogno era intraprendere il Cammino di Santiago, il pellegrinaggio più famoso del mondo, nonostante la malattia. E ce l'ha fatta

3.5 di 5
Emofilia, la sfida di Nicola iStock

Nicola Pezzotta, 22 anni, bergamasco, ha compiuto il Cammino di Santiago, un’avventura che non aveva mai potuto affrontare a causa dell’emofilia, disturbo emorragico di origine genetica legato alla coagulazione del sangue non corretta, che porta a problemi di tipo emorragico. In particolare, i sanguinamenti che avvengono all’interno delle articolazioni, se non vengono tempestivamente curati, portano a dolori, rigidità e limitazione funzionale.

Nicola è uno dei due liberator italiani di Liberate Life. Libera la Vita. Storie di sogni che l’emofilia non può fermare, una iniziativa promossa da Sobi, industria biofarmaceutica che si dedica alle malattie rare, con il patrocinio di FedEmo (Federazione delle Associazioni Emofilici) per far si che gli oltre 5 mila italiani che convivono con questa rara malattia non frenino le proprie passioni e aspirazioni. 
Così per Nicola il Cammino non è stato solo la realizzazione di un sogno, ma anche un percorso per liberare la propria vita dai limiti, a volte legati all’emofilia, a volte autoimposti per paura o per condizionamenti culturali. 

Oggi le terapie consentono di non rinunciare a quei sogni che, con la giusta preparazione, possono diventare realtà.
«Completare il Cammino di Santiago è stata un’esperienza fantastica, grazie alla quale ho imparato l’importanza dei sogni e della determinazione per renderli realtà. – commenta Nicola – Confesso che prima di partire ero un po’ agitato, soprattutto nell’ascoltare i dottori, che giustamente mi raccomandavano cautela. Una volta partito, però, ho sentito ogni insicurezza scivolare via. Ho capito subito che sarebbe stata una sfida fattibile e straordinaria, anche nei momenti più delicati, come quelli dell’infusione di fattore VIII in spazi poco comodi e spesso di fronte a estranei. Ho imparato che il mondo è un luogo da scoprire e che l’emofilia può essere messa all’angolo, senza paura e con i giusti accorgimenti. È una sensazione bellissima».
 

Pubblicato il: 14-01-2019
Di:
FONTE : Adnkronos Salute

© 2020 sanihelp.it. All rights reserved.