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Prevenzione delle malattie cerebrovascolari

Il Ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito un documento a cura di Alleanza Italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari

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Prevenzione delle malattie cerebrovascolari iStock

Le malattie cerebrovascolari sono la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità a livello mondiale e rappresentano un notevole carico sociale per il paziente e per i familiari che lo assistono.

Inoltre, con l’aumentare dell’età media della popolazione, è ragionevole pensare a un aumento del problema, in particolare per quanto riguarda l’ictus, manifestazione clinica di gran lunga più frequente.

fattori di rischio cardio-cerebrovascolari sono diversi: non modificabili e modificabili, questi ultimi possono essere, per la maggior parte, ridotti o azzerati cambiando il proprio comportamento scorretto.

Tra i primi (non modificabili) c’è sicuramente la familiarità, in quanto coloro che hanno parenti di primo grado che abbiano subìto eventi vascolari soprattutto precoci (meno di 55 anni nei maschi, meno di 65 anni nelle femmine) hanno qualche probabilità in più.

Ci sono anche differenze di genere: il genere femminile ha un minor rischio cardio-cerebrovascolare rispetto a quello maschile in quanto gode, fino alla menopausa, della protezione ormonale naturale estro-progestinica tipica dell’età fertile, a meno che non vada incontro a menopausa precoce, nel qual caso viene meno la protezione ormonale.

Anche l’età ha la sua importanza, in quanto dai 55 anni in su l’incidenza aumenta, più nei maschi che nelle femmine. 

Infine l’etnia, poiché i dati della letteratura confermano il maggior rischio di ictus cerebrale negli afro-americani e il maggior rischio di emorragia cerebrale nelle popolazioni asiatiche, mentre non forniscono dati univoci rispetto agli ispanici e agli asiatico-americani.

Tra i fattori modificabili troviamo al primo posto il vizio del tabacco, sicuramente tra i fattori di rischio più nocivi per la salute, la sedentarietà, la scorretta alimentazione, il consumo di alcol.

Pubblicato il: 19-12-2019
Di:
FONTE : Ministero della Salute

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