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Carta d'alluminio in cucina: istruzioni per l'uso

Il Ministero della Salute ha messo a disposizione sul suo sito un vademecum per l'uso corretto della carta d'alluminio, di uso molto comune in cucina

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Carta d'alluminio in cucina: istruzioni per l'uso iStock

L’alluminio è molto impiegato nel settore alimentare, per realizzare imballaggi e recipienti destinati ad entrare in contatto con gli alimenti, ed è presente in quasi tutte le cucine italiane.

In determinate condizioni, tuttavia, può migrare e trasferirsi sulla pietanza che poi viene consumata, contaminandola.

Questo si può prevenire con semplici accorgimenti, tenendo conto del fatto che il rilascio di alluminio dai contenitori o dagli utensili dipende da vari fattori, come per esempio il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento. 

I contenitori devono riportare obbligatoriamente sulla confezione  delle avvertenze, come non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati, oppure destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate, o ancora destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore.

Ci sono poi degli alimenti che possono restare a contatto con il recipiente a temperatura ambiente anche per più di 24 ore: prodotti di cacao e cioccolato, caffè, spezie ed erbe per infusione, zucchero, cereali e derivati, pane e pasta non fresca, legumi secchi e prodotti derivati, frutta secca, funghi secchi, ortaggi essiccati, prodotti della confetteria, prodotti da forno fini purché la farcitura non sia a diretto contatto con l’alluminio.

Queste indicazioni valgono se l’alluminio non è ricoperto da uno strato che costituisca una barriera che impedisca la migrazione del metallo verso l’alimento.

Particolare attenzione va posta anche nell’evitare di graffiare il contenitore o di pulirlo con spugne abrasive.

Nei soggetti sani, comunque, il rischio tossicologico dell'alluminio è limitato in quanto viene scarsamente assorbito e rapidamente eliminato, mentre le persone con diminuita capacità escretoria del rene, come chi ha problemi renali, donne in gravidanza, bimbi sotto i 3 anni, anziani, sono più a rischio. 

L’obiettivo del Ministero è quello di far comprendere alla popolazione che l’alluminio non provoca di per sé danni alla salute, ma piuttosto un suo utilizzo non corretto.

Pubblicato il: 17-12-2019
Di:
FONTE : Ministero della Salute

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