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Emicrania, una malattia di genere (rosa)

È una patologia molto diffusa e invalidante che colpisce il 12% degli adulti in tutto il mondo, la maggioranza dei quali è donna

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Emicrania, una malattia di genere (rosa) iStock

La prevalenza femminile per quanto riguarda l’emicrania è di 3:1. Non è un bel traguardo, considerando che questa patologia ha un forte impatto sulla vita quotidiana, anche come costi, tanto è vero che viene ormai considerata come un importante problema di salute pubblica.

Nella donna compare subito dopo il menarca (mentre in epoca prepuberale ne sono affetti di più i maschi), per raggiungere il massimo della sua prevalenza nella quarta e quinta decade di vita, quindi nel periodo di maggior produttività lavorativa, per poi seguire l’andamento delle fluttuazioni degli ormoni sessuali femminili, con peggioramento nei giorni dell’ovulazione e delle mestruazioni. Si osserva un miglioramento nel periodo della gravidanza e una ricomparsa durante il puerperio e l’allattamento.

La malattia ha il suo esordio di solito a 21,4 anni per le donne e a 26,1 anni per gli uomini, ma in alcuni pazienti si manifesta anche prima.

Emerge dalla ricerca Vivere con l'emicrania realizzata dal Censis con la sponsorizzazione di Eli Lilly, Novartis e Teva su un campione di 695 pazienti dai 18 ai 65 anni con emicrania e un focus sulla cefalea a grappolo.

Tuttavia l’atteggiamento nel combatterla non è lo stesso tra donne e uomini. Grazie alla collaborazione delle Società scientifiche che si occupano di emicrania e cefalea a grappolo e alle Associazioni di pazienti sappiamo che le donne tendono a trascurarsi più degli uomini, ritardando così i tempi della diagnosi. 

Sia uomini che donne non si rivolgono subito al medico, ma aspettano anche un anno e oltre, più del 20% attende addirittura oltre 5 anni. Coloro che indugiano di più sono decisamente le donne, nonostante il problema sia doloroso e invalidante.

Anche se si hanno a disposizione farmaci innovativi e specifici, l’emicrania rimane una patologia misconosciuta e sotto-trattata, anche se è causa di disabilità.

Pubblicato il: 16-12-2019
Di:
FONTE : Censis – Istituto Superiore di Sanità

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