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Allo studio pillola anticoncezionale 1 volta al mese

Una pillola che rilascia il dosaggio necessario per tutto il mese, restando nello stomaco

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Allo studio pillola anticoncezionale 1 volta al mese iStock

È allo studio negli Stati Uniti, sperimentata con successo dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital e del Mit di Boston, su modello animale. 

La pillola è a base di levonorgestrel, una molecola già conosciuta in Italia, e in questa nuova formulazione permetterebbe di migliorare l’aderenza alla terapia e di evitare pertanto gravidanze indesiderate. La scarsa aderenza, infatti, è la principale causa di gravidanze non pianificate, che possono incidere negativamente sulla salute delle donne.

Tra gli autori dello studio Giovanni Traverso, gastroenterologo e ricercatore del Brigham and Women's Hospital e del Mit, che spiega: «Abbiamo iniziato il nostro studio sul rilascio prolungato di farmaci lavorando con terapie per la malaria, la tubercolosi e l'Hiv. Ma abbiamo anche riflettuto sul potenziale impatto che il rilascio prolungato di farmaci potrebbe avere sulla pianificazione familiare. Volevamo aiutare le donne nel controllo della fertilità, e siamo lieti di riferire i nostri progressi». 

Il dispositivo che rilascia il farmaco è composto da sei braccia unite da un nucleo con rivestimento elastico. Nelle braccia viene inserito il levonorgestrel, dopo di che esse vengono ripiegate in una capsula che può essere ingerita. Una volta nello stomaco, la pillola si espande e vi rimane a lungo, liberando il farmaco per 3 settimane, il periodo di assunzione di una pillola contraccettiva, seguito da una sospensione del rilascio. 

La sperimentazione è una fase preclinica, su modello animale, il maiale, in attesa della sperimentazione sulle donne: la concentrazione del farmaco con il dispositivo in esame è stata confrontata con quella di una compressa a rilascio immediato nei suini. Nel secondo caso il dosaggio sanguigno si è ridotto dopo sei ore, con il rilascio prolungato il farmaco è rimasto in circolazione fino a 29 giorni.

Il passo successivo, spiegano i ricercatori, sarà la valutazione della sicurezza.

Pubblicato il: 12-12-2019
Di:
FONTE : Pharmakronos - Brigham and Women's Hospital

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