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Narcolessia, patologia difficile da diagnosticare

Si tratta di una forma di sonnolenza diurna che colpisce nei momenti meno opportuni, che spesso viene scambiata per altre patologie

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Narcolessia, patologia difficile da diagnosticare iStock

La narcolessia si manifesta con sonnellini durante il giorno, durante i quali spesso si sogna, rischiando di avere poi delle allucinazioni. Di norma, per raggiungere la fase REM, fase del sonno durante la quale si sogna, in media ci si impiega 1 o 2 ore, mentre la persona narcolettica raggiunge rapidamente la fase REM, anche se fa un sonnellino breve.

Nonostante il sintomo principale, il sonno, sia piuttosto facile da diagnosticare, spesso viene attribuito ad altre patologie, come per esempio epilessia, depressione, psicosi varie.

Un altro sintomo è la perdita di tono muscolare.

La narcolessia in età pediatrica viene spesso scambiata con svogliatezza, scarso rendimento, irritabilità. 

In Italia, la narcolessia colpisce circa 4 persone ogni 10mila abitanti, ma si pensa che siano molti di più i casi non diagnosticati.
Oltre al problema delle diagnosi sbagliate, c’è quello del ritardo diagnostico. 

I due centri europei più all’avanguardia per la cura e la ricerca sulla narcolessia sono l'Università di Bologna e quella di Montpellier.

Per gli adulti, test diagnostici sono la polisonnografia notturna e il test delle latenze multiple dell'addormentamento (MSLT). 

«Il lavoro realizzato dall’Università di Bologna e di Montpellier, pubblicato nel 2019 sulla rivista Neurology, organo della American Academy of Neurology, ha dimostrato che anche per il bambino si possono adottare gli stessi strumenti utilizzati nell’adulto, ossia la polisonnografia notturna e il test delle latenze multiple dell'addormentamento (MSLT) ), con criteri numerici solo leggermente modificati – ha spiegato il Prof. Plazzi, docente di Neurologia presso l’Università di Bologna - sino ad oggi, in assenza di criteri validati, anche in ambito pediatrico venivano utilizzati per analogia quelli dell'adulto, seppure con molte perplessità circa la loro validità. Il lavoro pubblicato su Neurology risolve ogni dubbio e ambiguità, stabilendo nuovi parametri limite per il bambino e l’adolescente. Questo passo è di grande rilevanza, anche alla luce del grande ritardo diagnostico della narcolessia, una malattia che per lo più insorge in età infantile o adolescenziale e viene identificata in media dopo circa 15 anni dall’esordio dei sintomi».
 

Pubblicato il: 10-12-2019
Di:
FONTE : Pharmastar

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