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Malattia di Crohn e colite ulcerosa: facciamo il punto

Studi recenti hanno messo in evidenza piccole differenze di genere nella frequenza di queste patologie

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Malattia di Crohn e colite ulcerosa: facciamo il punto iStock

Si tratta di malattie infiammatorie croniche che colpiscono l’intestino, conosciute con un acronimo inglese, IBD, Inflammatory Bowel Diseases, oppure italiano, MICI, malattie infiammatorie croniche intestinali.

Si è osservato che la colite ulcerosa è leggermente più frequente nel sesso maschile, mentre il morbo di Crohn predilige il sesso femminile, sul quale è bene concentrarsi in quanto queste patologie condizionano le varie fasi della vita della donna.

Gli argomenti sono diversi, dal ciclo alla contraccezione, dalla gravidanza alla menopausa.

Se ne è parlato a Riccione dove da giovedì 28 a sabato 30 novembre si è tenuto il X Congresso Nazionale IG-IBD.

Per quanto riguarda la fertilità, se la malattia è in remissione, nelle pazienti con colite ulcerosa non è ridotta, mentre risulta leggermente in calo nelle pazienti affette da malattia di Crohn, a causa dell’infiammazione a livello pelvico/tubarico.

Se invece la malattia è in fase attiva la fertilità può risultare compromessa, mentre i farmaci assunti per la terapia non creano problemi in tal senso.

Per quanto riguarda la gravidanza, è di estrema importanza che venga iniziata in periodo di remissione della malattia, per ridurre al minimo il rischio di aborti spontanei, di parto pre-termine o di basso peso alla nascita.

Al contrario, la malattia in remissione al concepimento ha un effetto minimo o nullo sul decorso della gravidanza e il suo esito. 

L'allattamento al seno non è associato con un aumentato rischio di esacerbazione della malattia, e per quanto riguarda la terapia, la maggior parte delle madri può continuare ad allattare e assumere il farmaco senza rischi per il bambino.

E quando arriva la menopausa? Non è stato dimostrato un effetto negativo delle IBD sulla menopausa, né viceversa. Le donne che soffrono di queste patologie entrano in menopausa a un’età sovrapponibile a quella della popolazione generale, mentre hanno un rischio superiore di presentare osteoporosi

Si raccomanda quindi di limitare (laddove possibile) l’assunzione di cortisonici, di assumere una dieta ricca di calcio e vitamina D, di svolgere un’attività fisica regolare, sospendere il fumo e limitare l’introito di bevande alcoliche.

Pubblicato il: 03-12-2019
Di:
FONTE : Pharmastar

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